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Ancelotti e il ricordo dell’aggressione dei tifosi laziali al Flaminio nell’83: “Da Liedholm ho imparato la serenità” (RS La Gazzetta dello Sport)

Dal presente al passato, dal campionato in corso alle ambizioni future il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, si racconta in una lunga intervista sul quotidiano sportivo, a firma Walter Veltroni. Tra gli episodi ricordati da Ancelotti anche un episodio su Niels Liedholm quando l’attuale tecnico dei partenopei militava con la Roma. Queste le sue parole:

Infatti lei trasmette da sempre questa idea di serenità. Vedo tanti suoi colleghi che invece sono dominati dallo stress… «Sì, quello dipende dal mio ca­rattere. E il carattere non è solo Dna. E’ la somma dell’indole e delle esperienze della vita. E’ un fatto storico, si potrebbe di­re. Il mio papà era molto tranquillo, era un contadino, sape­va dominare le conseguenze delle gelate sul raccolto e io sono cresciuto guardando il suo rapporto con la terra, le stagio­ni, gli animali. E già lì Dna ed esperienza si fondevano… Il mio primo allenatore è stato Liedholm, tutto l’opposto dello stress. Una volta al Flaminio i tifosi della Lazio ci hanno am­mazzato di botte, ci tiravano le pigne sul pullman. Noi erava­mo per terra sanguinanti, lui è salito sul pullman e ha detto: “Ragazzi tutto bene? Cosa suc­cede?”. Io da lui ho imparato uno dei sentimenti più difficili da conoscere e conservare, la serenità».

L’episodio cui Ancelotti fa riferimento ad un match amichevole tra Lazio e l’Under 21, che terminò 1-1, del 30 marzo 1983 con la Roma, presente per assistere alla partita, che fu aggredita da “teppisti laziali”, come riportano le cronache dell’epoca, al Flaminio. Dopo i tafferugli, Liedholm decise di portare via i romanisti, ma, con il pullman ancora distante, 200 laziali aspettarono i giocatori al parcheggio, giocatori che erano senza scorta, e li aggredirono con i sassi. Di Bartolomei e Di Mauro ne uscirono con dei tagli in fronte, Nela, Chierico e Iorio, invece, rimediarono calci e pugni. L’unico risparmiato fu proprio il tecnico giallorosso.

Le altre parole di Ancelotti:

[…]

Ricordi la tua prima partita all’Olimpico? «Era il ’79. Liedholm, appena arrivato, mi fa giocare. Dopo un minuto Bruno Conti va al cross da sinistra, mette la palla sul secondo palo, io sono den­tro l’area, Pruzzo la schiaccia. Albertosi la para e la mette lì, ad un metro da me. Mi sono detto “Adesso faccio gol”. Era un minuto che giocavo. Ho pensato, lucidamente: “Vado sotto la curva, mi tolgo la ma­glietta e mi butto per terra”. Ti­ro in porta e Albertosi, nel ti­rarsi su, la prende con la testa e la butta fuori. Quella partita è finita 0 a 0. Una vergogna…».

Ricordi un episodio di Liedholm? «Una volta eravamo in ritiro a Brunico e un tifoso la mattina, con attitudine da delatore, spiffera indignato al mister che c’erano stati giocatori al bar fi­no all’una di notte. Lui lo guarda e dice: “Strano, ho detto a tutti di rientrare alle due!”».

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