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CHIEVO-ROMA Spalletti: ‘Due partite da vincere per restare secondi, il Chievo è pericoloso’

L’allenatore della Roma Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti presenti al centro sportivo di Trigoria nella consueta conferenza pre-gara, in vista della trasferta con il Chievo di sabato 20 alle ore 18.00. Queste le sue parole:

Dopo le vittorie con Milan e Juventus, c’è il rischio ci sia un calo di concentrazione? “No, però il Chievo ha fatto vedere durante il campionato di poter mettere in difficoltà le squadre forti, è un’entità chiara e precisa che gioca a grande velocità. Quindi si, in parte il rischio può esserci, comunque mancano ancora due partite e dobbiamo vincerle.”

Il fatto che il Chievo giochi l’ultima partita dell’anno davanti al proprio pubblico può essere un’insidia in più? “Dipende da tante cose, i calciatori danno sempre il loro massimo. Per avere un futuro importante bisogna avere un presente in cui si fanno cose importanti. Tutti giocano sulla base di quello che riescono a costruire.”

Nello sport le imprese esistono, basti vedere cosa sta succedendo al foro italico. E il sorpasso nel finale dello scorso anno di Murray a Djokovic. La Roma a questo ribaltone ci crede? “Noi dobbiamo credere a questa possibilità di rigiocare la partita di Porto. La palpitazione con cui andremo in campo con il Chievo sarà la stessa di Porto. Il campionato lo vincerà giustamente la Juve, si è fatta trovare pronta in tutte le competizioni, ha fatto dei grandissimi numeri che gli vengono riconosciuti da tutto il calcio internazionale. A noi non cambia niente, per far si che si avvera il miracoli che dici dobbiamo vincere assolutamente le due partite che ci rimangono. Proveremo a fare così. E’ tutta la settimana che mi chiamo Chievo – Rombo, perché il gioco del Chievo lo ha fatto con il rombo, quella è la sua formazione. Noi abbiamo la possibilità di giocare nella competizione più bella del calcio, la Champions League. Ci siamo costruiti la possibilità di giocarci il prossimo campionato e non vogliamo farcela scappare.”

Dzeko è a disposizione? “Si, è a disposizione”

Per lei è più grande l’orgoglio del campionato fatto o la delusione per le coppe? “Quando noi si lavora per costruire un obiettivo e si lavora in maniera seria e continua parlare di delusione mi sembra eccessivo. E’ una partita che ci può liberare da qualche brutto risultato, c’è sempre quando arrivi in fondo il rimorso di non essere stato bravo in quel momento e di non aver vinto quella partita. Questa è la partita che può liberarci da questi rimorsi, c’è davanti un obiettivo fantastico e eccezionale, siamo tutti proiettati in quella direzione. Abbiamo sempre lottato a denti stretti in ogni momento, non vogliamo perderci questa occasione.”

Come sta Totti? Come lo ha visto con i compagni in vista delle sue ultime due partite con la Roma? “Lui fa parte della nostra squadra, lui è il giocatore più importante, è la leggenda, lo sarà, è stato, è un po’ il simbolo della nostra squadra, in qualsiasi direzione si voglia guardare la Roma si trova il calciatore Totti davanti a tutto. Ma come ho sempre detto lo devo trattare come un giocatore importante che fa parte di una squadra, poi devo fare delle scelte e qualche volta l’ho penalizzato, mi dispiace di ciò. Io faccio la formazione con il criterio di vincere queste due partite, nel ragionamento ci metto anche la gestione di Francesco, che si è meritato questi titoli qui, si è meritato quello che gli verrà attribuito quando smetterà.”

Tanti suoi colleghi hanno visto la Roma dal vivo, vedi Sousa e Mancini. Le dà fastidio questa cosa o è normale? “La ritengo normalissima, non vedo perché mi dovrebbe dare fastidio. I nomi fatti hanno esperienza, hanno titoli vinti, hanno il blasone per essere i futuri allenatori della Roma. La società lo ha fatto vedere che fa il suo lavoro, prendendo Monchi, fa vedere che vuole portare i migliori a lavorare dentro la Roma, è corretto che vadano a parlare, non so a quello a cui volevi alludere. Se loro vengono per prendermi il posto mi fa piacere, io devo essere più bravo di loro per mantenerlo. Accettando la sfida si va al di là dell’ostacolo. E’ correttissimo.”

Sei accostato a grandissimi allenatori come Conte, Simeone, Pochettino etc per la panchina dell’Inter: ti gratifica? “Quello ora è un po’ quello che ci siamo detti dentro lo spogliatoio con la squadra, ogni tanto ci si dice qualcosa. Noi in questa settimana qui ci siamo detti: “Se avessimo la possibilità di firmare un contratto lo firmeremmo col nome Chievo Chievo”. Ci interessano solo queste due partite qui. Ci interessa difendere sulle loro verticalizzazioni improvvise. Portate dei numeri a supporto di quello che vi fa piacere mettere in evidenza. Sono tra le peggiori per cross, possesso palla nella metà campo avversaria, nel giro palla, ma quando la riconquistano sono tra le migliori per le verticalizzazioni improvvise, hanno il maggior numero di giocatori in fuorigioco, fanno meno possesso, sono i più bravi sui rimbalzi, sulle seconde palle, loro sono i più bravi di tutti in questo momento qui. Si vede il target della squadra che è, noi dobbiamo essere bravi a modificare le nostre capacità per levargli questi numeri qui. Il futuro allenatore dell’Inter, il futuro allenatore della Roma non ce ne deve fregare niente, ci deve fregare solo del Chievo, Chievo e basta.”

Nella sua prima avventura a Roma ha perso 6 punti contro Livorno ed Empoli, quest’anno ne abbiamo persi 4 sempre con l’Empoli e con il Cagliari, punti che pesano. Come si risolve questo problema atavico? “Successe anche nel 2007/08… E’ vero che hai perso punti ad Empoli, ma ne abbiamo presi da altre parti, vedi con Milan e Inter. Il Crotone le ha perse tutte, poi è scattata la scintilla, il pubblico li ha aiutati, si sono comportati benissimo sostenendoli fino alla fine della partita, per avere queste inversioni di tendenza senza essere polemici ti consente di ritrovare le tue caratteristiche e le tue qualità, ora si giocano la salvezza. Bisogna essere obiettivi e bravi a fare più risultati possibili, ma ogni tanto ci sta lasciare dei punti per strada. Senza le altre vinte non arrivavi a questo risultato. Io contro la Juve non ci avevo mai vinto, solo una volta in Coppa Italia, sotto la neve, con Tommasi. Sono numeri importanti, segno che la squadra è stata sul pezzo, segno che si è costruita questo obiettivo, si è costruita la strada per avere visibilità su questo obiettivo. Queste partite ci possono ridare la felicità. Abbiamo lasciato per strada qualche risultato che ci fa male e ci porta tristezza, questa è la partita che li può spazzare via.”

A cosa rinuncerebbe lei per vincere lo scudetto? “Fammela la prossima settimana questa domanda e ti rispondo anche una cosa bellina. Va bene?”

Con che spirito va lei agli incontri in programma con Pallotta? Come uno che ha un futuro da programmare o come uno che non cambia le sue idee? “Il tuo collega mi ha detto prima che ci sono allenatori che sono venuti a vedere la Roma. Allora qualcuno ha parlato, si sta parlando, è una cosa normale, il mercato è aperto e ognuno decide di programmare quello che sarà il futuro. Per quanto riguarda me e i calciatori della Roma, programmare il futuro dipende dalla vittoria della nostra squadra.”

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