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Nzonzi c’è: ‘Volevo una sfida, per questo ho scelto la Roma. E sono venuto per vincere’ (RS Il Corriere della Sera)

Monchi, (…), ha portato a Trigoria dodici nuovi giocatori, molti già per l’inizio della preparazione: presentando l’ultimo, Steven Nzonzi, ha fatto capire che bastano e avanzano. Anche senza l’esterno destro di piede mancino, che la Roma aveva individuato in Malcom: «In quel ruolo abbiamo più alternative di tutti: possono giocarci Under, Kluivert, El Shaarawy, Florenzi e Schick», spiega il d.s. spagnolo, (…). Gli sforzi economici della società si sono concentrati sul centrocampista centrale, ma un ultimo tentativo per Bailey (difficile, però, realizzare un affare da oltre 40 milioni in così poche ore) e, chissà, per Berardi (più alla portata del giamaicano del Bayer Leverkusen) non si può escludere. Monchi (e Massara, da ieri a Milano) ci proverà fino al gong delle ore 20, dovrà poi concentrarsi sull’altro mercato, quello in uscita: per piazzare giocatori in Italia c’è tempo fino a stasera, mentre all’estero – Inghilterra esclusa – si può cedere fino a fine mese. Zaniolo e Coric, in un centrocampo extralarge, rischiano di trovare pochissimo spazio, (…). Sull’ex interista hanno chiesto informazioni la Spal e, soprattutto, il Chievo. Troverà il suo spazio – e ci mancherebbe altro – Nzonzi, che è indietro nella preparazione rispetto ai compagni solo perché rientrato dalle vacanze post-Mondiale da poco più di una settimana. Monchi se lo è coccolato con gli occhi: lo era andato a prendere dallo Stoke per il suo Siviglia (dove potrebbe andare Gonalons), ha fatto lo stesso per la Roma. «L’ho preso due volte perché è forte e mi fido di lui – dice -. Avevo promesso che sarebbe arrivato un giocatore migliore di Malcom, così è stato. (…)». Lui e Di Francesco volevano Nzonzi, Nzonzi voleva la Roma, (…): «Sentivo la necessità di una nuova sfida. Vincere è difficile, ma è l’obiettivo di ogni club e di ogni giocatore, quindi ci proveremo». Se da solo, in mezzo al centrocampo, o in coppia con De Rossi, lo deciderà Di Francesco, per il momento fedele al 4-3-3, che prevedrebbe in campo solo uno dei due campioni del mondo: «Sono a disposizione della squadra e dell’allenatore, ma posso coesistere con De Rossi come è successo in nazionale con Kanté».

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