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Roma, con Dzeko è un’altra cosa (RS Il Corriere dello Sport)

Pensaci tu, Edin. Stasera servono i gol e tutta la Roma si affida a Dzeko, l’attaccante che con le sue reti ha spinto la squadra giallorossa a giocarsi la possibilità di arrivare ai quarti di finale di Champions. Di Francesco alla vigilia lo ha caricato: «Negli ultimi tempi l’ho visto meglio insieme a tutta la squadra. Abbiamo un unico obiettivo: passare questo turno e ci affidiamo a un lavoro collettivo, sapendo che davanti abbiamo un attaccante che se è in giornata può far male. Sarà determinante lui come tutta la squadra». Lo è stato finora, lo è stato eccome. Con le sue pause, i suoi gol sbagliati. Ma ha inciso sulla produzione offensiva della Roma come nessun altro. Il centravanti ha partecipato attivamente al 50 per cento dei gol realizzati in Champions, tra gol e due assist, compreso quello per Ünder nella gara di andata. Il bosniaco ha giocato 44 partite segnando 12 reti nella massima competizione europea. Il suo limite personale lo ha stabilito nel 2009-10 con il Wolfsburg, quando realizzò quattro gol. La sua unica doppietta risale all’ottobre scorso, quando stregò lo Stamford Bridge e costrinse il Chelsea al secondo posto nel girone. Da allora non ha più segnato in Champions, anche se ha provato il tiro nelle partite successive ben 14 volte. Dzeko è l’unico attaccante ad aver segnato almeno 50 reti in tre dei cinque migliori campionati europei. Quest’anno non ha la continuità realizzativa della passata stagione, quando conquistò il titolo di capocannoniere. Attualmente ha una media di un gol ogni 182 minuti. Un anno fa viaggiava a una media di 103 minuti. Stasera servono i suoi gol, si è riposato venerdì, saltando per squalifica la partita contro il Torino. Conosce bene lo Shakhtar, lo ha studiato all’andata, sa come colpire la difesa che è il punto debole della squadra di Fonseca.

ROMA PER VINCERE – A gennaio ha tentennato di fronte all’offerta del Chelsea, spinto a non partire dalla moglie Amra che è felice di far crescere i suoi due bambini a Roma, vicino al mare, nell’enclave giallorossa che si è costituita da anni a Casal Palocco. Lo scorso anno disse no ai cinesi che gli avrebbero fatto ponti d’oro per portarlo nel loro campionato. Dzeko è un professionista, ma ha dimostrato di non essere legato ai soldi, la sua scelta di vita di restare in giallorosso lo dimostra. Ha detto più volte di voler lasciare la Roma solo dopo aver alzato un trofeo. Vuol farlo, se non quest’anno il prossimo. Non gli interessa andare via.

COME CON IL NAPOLI – Dieci giorni fa ha lasciato in silenzio il San Paolo, con una doppietta che ha steso il Napoli e gli ha fatto perdere il primo posto. In Champions non ha mai segnato nelle gare ad eliminazione diretta e vuole vedere che effetto fa arrivare ai quarti, traguardo che non ha mai raggiunto finora. Venerdì si è avuta la conferma che la Roma non può fare a meno di Dzeko, contro il Torino la vittoria è arrivata grazie a difensori e centrocampisti che hanno avuto parte attiva in tutti e tre i gol. Di Francesco ha preparato una Roma corta e aggressiva, che dovrà avere in mano il controllo del gioco come avvenne nel primo tempo a Kharkiv, che non dovrà lasciare il pallino del gioco agli ucraini, abili palleggiatori dal centrocampo in su. Poi davanti ci penserà Dzeko, assistito dai compagni di reparto, dagli inserimenti dei centrocampisti.

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