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Roma, il ds vuol far dimenticare Alisson (RS Leggo)

Ambizione, arrivi importanti e una promessa: «Se non vinco entro 1 o 2 anni me ne vado». A rubare la scena, 24 ore dopo l’accordo da 75 milioni tra la Roma e il Liverpool per Alisson, è sempre Monchi chiamato ora nell’impresa di tamponare la ferita per la partenza del portiere. Il direttore sportivo – applaudito ieri al Tre Fontane dai 2000 tifosi che hanno assistito all’allenamento – non si è fatto trovare impreparato. Al posto di Alisson in porta arriverà Olsen dal Copenaghen. La scelta è ricaduta sullo svedese per due motivi: il prezzo low cost (10-12 milioni) e il no di Areola che ha deciso di giocarsi le proprie chance con Buffon al Psg. Già oggi potrebbe arrivare l’annuncio di Olsen che affiancherà così Mirante e Fuzato.
Ma il mercato non finisce affatto qui. Monchi, infatti, conta di chiudere entro il week end pure per Malcom del Bordeaux. Il brasiliano, 21 anni, mancino di fascia destra e caratteristiche molto simili a Douglas Costa, era nel mirino dell’Everton e dell’Inter, ma ha deciso di dire sì alla Roma anche per il fattore Champions. Pronto un quinquennale da 2,5 milioni. Ora c’è da convincere il Bordeaux che chiede 40 milioni mentre Monchi spera di chiudere a 35. L’acquisto di Malcom esclude Chiesa, per il quale la Fiorentina non intende andare sotto i 70 milioni (e i rumors insinuano che Della Valle l’abbia già promesso alla Juve per il prossimo anno). Malcom mette sul mercato uno tra Perotti ed El Shaarawy, oltre a Defrel (vicino alla Samp) e Gerson che domani firmerà con la Fiorentina in prestito con diritto di riscatto. Tre cessioni che aprono le porte a un eventuale ultimo colpo: N’Zonzi. Una richiesta di Di Francesco per irrobustire il centrocampo. Monchi ieri ha smentito a mezza bocca: «Mi piace, l’ho portato io al Siviglia. Ma per ora non è un obiettivo reale. Non posso dire di più».
Il ds ha pure spiegato la cessione di Alisson: «Il mio lavoro è quello di capire prima alcune situazioni, e lui da 3-4 mesi voleva andare via. Se fosse voluto restare non lo avrei ceduto nemmeno per 200 milioni. È arrivata un’offerta fuori mercato, valutato i pro e i contro e fatto una scelta. Non è un messaggio di mancanza di ambizione. Anzi ne abbiamo di più. Per me l’ambizione è fare qualcosa con la testa, altrimenti siamo degli sprovveduti. Non voglio mettere in difficoltà la società. Purtroppo abbiamo esempi di club italiani falliti, o che non possono entrare in Europa (Milan, ndr) o hanno difficoltà a fare mercato (Inter, ndr). Sto provando a costruire la Roma più forte possibile. Sono sicuro di farcela non al 99, ma al cento per cento. Altrimenti prendo l’aereo e me ne vado».

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