Abbondanza Roma: Fonseca cambia per non fermarsi

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Non si fida, perché sa che da quando lo affrontò battendolo due volte tre anni fa con lo Shakthar Donetsk, di acqua sotto i ponti ne è passata. Da allora, infatti, l’Istanbul Basaksehir è diventata tutt’altra squadra, capace addirittura di sfiorare il successo nella Superliga turca lo scorso maggio (titolo perso nelle ultime due giornate) e venendo estromesso un mese fa dai playoff di Champions per mano dell’Olympicos.

Ma se non si fida degli avversari, Paulo Fonseca si fida invece molto della sua squadra. Così tanto che oggi la rivolterà un po’, cambiandola in alcuni interpreti ma non nella filosofia (…).«La squadra fisicamente sta bene, ma sappiamo che dopo questa gara ce ne sarà un’altra ravvicinata ed impegnativa – spiega Fonseca – Dobbiamo pensare anche ai tempi di recupero dei giocatori, rispettarli (…).

Ma sempre con la massima fiducia e la consapevolezza che queste sono opzioni valide e che ci danno la garanzia di poter vincere la partita (…) In Europa League ci sono squadre forti, ne siamo consapevoli. Ma ci avviciniamo a questo torneo con ambizione, la voglia è quella di andare il più avanti possibile».

Nella testa di Fonseca ci sono prima di tutto Spinazzola e Diawara, che oggi dovrebbero entrambi esordire dal via. Spinazzola addirittura potrebbe giocare alto, come ha già provato in una circostanza anche nel pre-campionato (…). Diawara, invece, si piazzerà in mezzo al campo per cercare di affinare i tempi della regia nel sistema del portoghese (…). Ma poi – oltre al ritorno dal via di Zaniolo – potrebbero trovare spazio anche Juan Jesus e magari Pastore, che a Fonseca piace (…)

«È un giocatore di grande qualità, tecnicamente eccezionale, che può risultare molto utile alla squadra. Bisogna sempre pensare che viene da una stagione difficile, con alcuni infortuni, ma ora sta tornando al meglio della propria condizione (…). Conto su di lui». Del resto, la forza della Roma potenzialmente è anche quella di poter avere molte soluzioni, tra di loro anche diverse. Esattamente come ha sottolineato anche Alessandro Florenzi, stasera alla sua prima europea da capitano «ufficiale».

«Stiamo creando un gruppo in cui tutti sono importanti, dal primo all’ultimo – dice – (…). Non dobbiamo commettere l’errore che abbiamo fatto in passato, quello di sentirci appagati (…). È questo l’esempio che da capitano voglio dare ai più giovani. Può capitare anche di perdere una partita, ma se usciremo sempre a testa alta dal campo alla fine vinceremo la guerra» (…).

FONTE: La Gazzetta dello Sport

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