Krkić Bojan con la maglia del Montreal Impact - Photo by Getty Images

(…) Un’immagine per Roma, invece?
«Francesco Totti. Lui è stato Roma e la Roma, era come un Dio. Adesso che lui e De Rossi non giocano più lì mi fa davvero strano. Ricordo anche l’Olimpico, i tifosi, il mio primo gol in casa con l’Atalanta. Mi hanno sempre voluto bene e tuttora penso a loro. Anche a Sabatini, mi ha sempre dato fiducia. Era onnipresente. Si metteva sul tetto e osservava tutto. Viveva la Roma h24».

È contento di quanto ha fatto alla Roma? «Certo. Era il primo anno in Serie A, lontano da Barcellona, in una piazza importante. Segnai 7 gol e giocai quasi tutte le gare. Non so quanti giocatori abbiano fatto lo stesso alla prima stagione in A».

Arrivò in Italia come «nuovo Messi», questo l’ha condizionata? «Sì, sono sincero. Feci bene, ma siccome arrivavo con quell’etichetta allora i tifosi si aspettavano che segnassi in tutte le partite. Una cosa così non puoi gestirla, viene dall’esterno, dai media. Mi chiede se avrei potuto fare meglio. Certo, è normale, serviva soltanto un po’ di pazienza. Però dico una cosa: Dopo aver giocato nella Roma, l’anno successivo mi prese il Milan. Segnai 3 gol e giocai in una squadra importante, con una maglia che conta. Ecco, se un club come quello ha creduto in me, vuol dire che all’Olimpico avevo fatto vedere belle cose». (…)

FONTE: La Gazzetta dello Sport

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