E’ l’ora di crederci

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(…) Quando il ragazzino che cresce ogni partita si infortuna per recuperare da kamikaze una palla, ma lo fa solo dopo aver segnato un grande gol. Quando il trequartista ferito torna in campo e la squadra mette a tabellino 9 reti in tre partite, quasi tutte con un suo tocco decisivo. (…)

Quando l’attaccante un po’ a margine e sempre in bilico tra il campo e l’addio, si toglie la maschera triste e disegna la traiettoria del rigore e quella dell’assist finale con un pennello delicato, è l’ora di crederci: questa Roma è sulla strada giusta.

FONTE: Il Corriere della Sera

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