Europa League sia. Ranieri: “Futuro senza Champions”

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Ed Europa League sia. La Roma, dopo lo 0-0 di Sassuolo e la vittoria dell’Empoli contro il Torino, è matematicamente qualificata per la coppa minore, la figlioccia della Champions. Se dalla porta principale o se dopo i preliminari, si capirà solamente dopo l’ultima di campionato. Partire il 25 luglio, e giocare ben tre turni estivi per arrivare ai gironi, rovinerebbe, e non poco, l’estate di una squadra che sta arrivando al capolinea di una stagione tremenda, devastante, che ha visto cambiare in corsa allenatore, direttore sportivo (oltre che tutti i ruoli dei vertici dirigenziali) e dire addio a De Rossi.

Qualificarsi per i preliminari farebbe saltare la tournée negli Stati Uniti, a cui Pallotta tiene tanto, anticipando tutta la preparazione. La Roma, in quel caso, dovrebbe radunarsi prima della fine di giugno, a un mese dal turno d’esordio, mettendo in discussione il ritiro a Trigoria. Senza partenza per gli Usa, il nuovo tecnico potrebbe chiedere di portare i giocatori in montagna. Gasperini è, in questo senso, un allenatore abituato ad ossigenare i suoi tra i monti, e se gli accordi già presi con lui si concretizzassero, è molto probabile che si tornerebbe a prendere in considerazione una destinazione in altura.

Non sarà semplice per il nuovo tecnico raccogliere le macerie lasciate a Trigoria, destinate ad aumentare in quest’ultima settimana, quella che porterà De Rossi a salutare i tifosi giallorossi all’Olimpico, domenica, contro il Parma. E non fanno ben sperare le parole di Ranieri dopo lo 0-0 col Sassuolo. «Non penso che, pronti via, si potrà lottare per la Champions — lo sconforto del testaccino — magari per l’Europa sì. Se poi un anno le cose gireranno bene, allora si potrà tornare nella coppa più importante».

Quindi, solamente la fortuna, secondo Ranieri, potrebbe spingere la Roma di nuovo tra i grandi d’Europa, altrimenti l’aria è quella di navigare piuttosto a vista. Le cessioni illustri, che ci saranno ancora, un nuovo tecnico, un nuovo ds, senza il giocatore più amato in rosa e col futuro di Totti da definire: presupposti che, per Ranieri, disegnano mesi di ricostruzione e ridimensionamento.

«Senza Champions immagino che si debba vendere pedine importanti — continua il tecnico — visto anche quanto ha dovuto cedere il club anche negli anni in cui si è qualificata. Ma il presidente non sono io». De Rossi a Reggio Emilia è rimasto in panchina perché ancora non al meglio. I tifosi continuano con la protesta (sempre più internazionale: striscioni contro Pallotta esposti anche a Parigi, Copenaghen, Dusseldorf, Salonicco), che proseguirà domenica allo stadio, concedendo una tregua solamente per omaggiare il numero 16.

FONTE: La Repubblica – F. Ferrazza

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