Sorpreso da quanto creato contro Chelsea? No, però sapevo che potevano darci difficoltà con questo sistema di gioco. Potevamo rischiare qualcosa, ma in ripartenza siamo stati sempre pericolosi, sono stati bravi a ballare tra il quinto e il terzo centrale. Nel primo tempo abbiamo incontrato una squadra con qualità importanti, siamo stati bravi a soffrire per poi chiudere la partita”.

Quanto ha pesato l’assenza di Kanté? “Sapevamo che veniva da un infortunio, se non ha giocato un motivo c’è. Mi aspettavo questa formazione, ero convinto dei due trequartisti, abbiamo preparato la partita su questo. Sapevamo che potevamo fare male”.

Consacrazione internazionale? “È una grandissima serata, che meritavamo. Ho messo tanti ragazzi dell’anno scorso, loro se l’erano conquistata sul campo, lo meritavano. Al di là di tutto le scelte sono legate a questo, a livello motivazionale ero convinto che facessero grandi cose. Abbiamo consapevolezza, per consacrarci dobbiamo fare tante battaglie. Non si smette mai di dimostrare, abbiamo dimostrato di essere cresciuti con questo pensiero collettivo che può fare la differenza”.

El Shaarawy? “La testa fa la differenza, ha capito che per essere il giocatore che è deve avere continuità e fare le due fasi in un certo modo. Ha fatto due gol andando sempre in taglio, cercando la palla che a me piace da morire, sempre dagli esterni. L’aspetto che voglio sottolineare non è solo la fase offensiva, ma quella difensiva che lo ha portato a diventare un giocatore completo”.

Si aspettava di essere primo alla quarta giornata? “È una squadra che ci crede, ci crede adesso, ma bisogna continuare su questa squadra. Siamo passati anche attraverso Qarabag, che ha dimostrato di dare problemi a tutti. In Europa non è mai facile vincere, stiamo acquisendo una grande mentalità che deve proseguire nel nostro campionato, gli altri cercano sempre la vittoria e noi faremo altrettanto”.

Vittoria più bella? “È una grande vittoria, ma non è mia. Di Roma, della Roma, dei tifosi. Sono convinto che sia un punto di partenza per me, voglio togliermi qui tante soddisfazioni. Si passa da questo, dalla consapevolezza e non dalla presunzione. C’è ancora tanta strada da fare”.

Soddisfazione personale? “Sto vivendo questa esperienza con grandissima serenità, consapevole di cosa posso dare ai ragazzi. La cosa difficile è entrare nella testa dei giocatori, il resto è conseguenza. Sono sereno dei vostri giudizi, lo sarò anche successivamente. È un momento che mi godo, ma so che ce ne possono essere di differenti. Devo continuare su questa strada e basta”.

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