Thomas Friedkin - Photo by Getty Images
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«Tutte le questioni legali e fiscali sono state risolte». Rispondono così, all’unanimità, gli uomini che stanno chiudendo il deal con James Pallotta nel ruolo di venditore, Dan Friekin in quello di acquirente e la Roma al centro di tutto. Ci sarebbe da dire ci siamo, si preparino i calici, ma visti i precedenti è preferibile rimanere prudenti pur nella consapevolezza, confermata da più parti, che entro la fine di questo mese di febbraio ci sarà il tanto atteso signing che poi altro non è che la firma sul preliminare d’acquisto, ultimo step peraltro vincolante prima del definitivo closing con il passaggio di consegne.

Tutte le varie clausole da inserire nei contratti, hanno trovato il punto d’incontro tra le parti che, infatti, hanno cominciato a stilare i parecchi contratti che servono per chiudere. Tra queste clausole ce ne è sicuramente una relativa alla qualificazione o meno della Roma di Fonseca alla prossima Champions League, clausola che ha un valore stimabile intorno ai venticinque milioni di euro che, nel caso di seconda stagione senza coppa con le grande orecchie, sarà scalato dal prezzo concordato per l’acquisto della società giallorossa.

La settimana che è appena cominciata potrebbe essere quella decisiva per la stesura definitiva dei contratti, lavoro che si sta svolgendo negli Stati Uniti tra Boston e Houston. Il prezzo d’acquisto non dovrebbe essere lontano dagli ottocento milioni di euro (dipende come visto anche dalle clausole), una cifra che rappresenta la più alta mai pagata per un club del nostro calcio. Cifra che molto probabilmente, per quello che ci risulta, sarà versata in minima parte (più o meno cinquanta milioni) nel momento delle firme sul preliminare e che poi sarà saldata pare interamente nel momento in cui ci sarà il closing.

Dan Friedkin che viene descritto impaziente di arrivare alla fumata bianca, si appoggerà alla sua banca di fiducia, JP Morgan, per garantire il cash da versare a Pallotta e ai soci dell’imprenditore di Boston. Una delle prime cose che farà la nuova proprietà, sarà quella di eleggere il nuovo Consiglio d’amministrazione che, verosimilmente, sarà meno numeroso di quello attuale che conta quindici membri. Volendo potrebbe essere composto anche soltanto da tre persone (Friedkin padre e figlio Ryan che sarà probabilmente il nuovo vicepresidente, più Watts braccio destro di Dan), ma il numero sarà un po’ più alto visto che quasi sicuramente ci sarà anche l’attuale ad Guido Fienga.

Non è da escludere, poi, che qualcuno dell’attuale Cda rimanga come, per esempio, Mauro Baldissoni, soprattutto se la nuova proprietà chiederà al legale romano di continuare a interessarsi della vicenda stadio. Una questione sulla quale, fino a ora, la proprietà entrante non ha fatto filtrare nulla, anche se sarebbe davvero molto strano che decidesse di lasciare nel dimenticatoio la costruzione dello stadio di proprietà. Non è un caso, peraltro, che tra le clausole che sono state inserite ce ne sia una dedicata proprio all’impianto di Tor di Valle, clausola che inevitabilmente ha anche un valore economico.

Stadio, presto la svolta (…)

FONTE: Il Romanista – P. Torri

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