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Alti e bassi, Cska o Spal: quale Roma stasera al San Paolo, quale delle due? Siamo imprevedibili, dice Eusebio Di Francesco, ed è vero, purtroppo. A noi piacerebbe più una Roma prevedibile per la forza del suo gioco, ma quest’anno dobbiamo accontentarci: il traguardo massimo è diventato l’accesso in Champions e non è neppure semplice da centrare, con una Lazio e un’Inter che vanno forte. Ma il punto non sono le avversarie, neanche stasera. Con l’eccezione della Juve, il problema è proprio la Roma perché la squadra è stata smontata e, come a volte succede ai bambini, è stata rimontata malamente, con alcuni pezzi mancanti.

Però Monchi, Baldissoni e Pallotta non sono bambini: sono squali da plusvalenze, abilissimi, se guardate alle cifre super del bilancio giallorosso. Tanti euro nelle loro casse, pochi giocatori azzeccati in campo. Se mettiamo da un lato le certezze delle quali non si può fare a meno, De Rossi, Manolas, Dzeko, Kolarov, con l’aggiunta di Pellegrini, Under e forse Olsen, gli altri hanno un rendimento troppo variabile, questione di carattere e di personalità. La fortissima mediana degli ultimi anni, Kevin, Radja, ma anche Paredes e Gerson, è stata spazzata via.

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