Il socialmercato. Indizi e trappole seguendo i «like»

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(…). È il web, bellezza: non ha confini, non ha limiti, non ha remore. E così come è entrato nelle nostre vite, cambiandole forse per sempre, era inevitabile facesse lo stesso anche col calciomercato (…). Affermare oggi che i social hanno un ruolo attivo negli affari del pallone è perfino limitativo: siamo già oltre, siamo già alla strategia.

Affidata infatti a specialisti della comunicazione 2.0. che in moltissimi casi gestiscono i profili per conto degli atleti. Nulla è lasciato al caso, specie quando c’è di mezzo un trasferimento. Indizi sganciati scientificamente, esche, trappoloni, allusioni, bluff: estate dopo estate, i social sono sempre più decisivi. Facebook, Twitter e soprattutto Instagram hanno ormai un ruolo vero, tattico, effettivo, concretissimo (…).

Vicende che una volta restavano confinate negli uffici dei club o al massimo raccontati sulle pagine dei quotidiani, ora vengono sempre più spesso commentate — e quindi influenzate— dai protagonisti stessi sui loro account ufficiali. Dove ogni movimento, che sia un commento o un «mi piace» sotto a una foto, scatena l’inferno. L’ultimo caso è il «like», vale a dire un appunto «mi piace», piazzato dal romanista Dzeko sotto le immagini postate da Lukaku su Instagram all’arrivo a Milano.

Quattro cuoricini. Per interpretare i quali non occorre essere social media manager: che il bosniaco desideri raggiungerlo all’Inter è noto, così però non ci sono più dubbi. Per una dinamica chiara, ce ne sono mille oscure, tutte da decrittare. Dal punto di vista mediatico, dinamite pura (…)

FONTE: Il Corriere della Sera

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