L’EDITORIALE Qualificazione sudata (di Francesco Croce)

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Una Roma che dimostra di saper soffrire si qualifica ai sedicesimi di Europa League. L’avversario si è dimostrato duro e ostico ma la squadra giallorossa doveva qualificarsi a tutti i costi e l’ha fatto con sofferenza e questo va oltre ogni cosa. Il raggiungimento degli obiettivi prefissati è già un punto in più rispetto alla disastrosa stagione dell’anno scorso. Come nota negativa vi è solo la mancata presenza in difesa di Smalling che ieri si è fatta sentire, e anche molto, e con un Fazio non perfetto e spesso disattento.

PRIMO TEMPO  – Gara che offre spettacolo quella fra la Roma e il Wolfsberg; in palio c’è il passaggio del turno e l’approdo ai sedicesimi di Europa League. Primo tempo spumeggiante all’Olimpico con le due squadre che si affrontano a viso aperto, ma è la Roma che al 7’ passa in vantaggio con la solita freddezza su rigore del “Monito” Perotti. Neanche il tempo di esultare che gli austriaci pareggiano al decimo con un cross teso che batte proprio su Florenzi che sfortunatamente trova l’autogol; al 10’ è 1-1.

Al 19’, però, il risultato cambia ancora: Perotti entra in area di rigore e serve al centro Dzeko, il bomber bosniaco mette dentro a porta vuota e ristabilisce il vantaggio per i giallorossi. Per il resto del primo tempo vedremo azioni da una parte e dall’altra. Il Wolfsberg si dimostra comunque una squadra forte e pericolosa, ma i giallorossi riescono a terminare il primo tempo in vantaggio con qualche sofferenza di troppo: si sentono le assenze pesanti di Smalling e Pellegrini nei rispettivi reparti.

Edin Dzeko esulta al gol con Diego Perotti in Roma-Wolfsberg – Photo by Getty Images

SECONDO TEMPO – Il secondo tempo non segnala sostituzioni da parte di tutte e due le squadre. Avvio troppo timoroso della squadra di Fonseca che si rinchiude nella propria metà campo e al 48’, infatti, gli austriaci attaccano e con un colpo di testa sfiorando il goal del pareggio con Weissman, il palo salva Mirante. La Roma continua a soffrire e al 62’, il portiere giallorosso, si fa male alla spalla destra, deviando un tiro pericolossissimo in angolo, un miracolo, che però lo costringe, data l’elevata elongazione del corpo, a uscire dal campo; al suo posto Pau Lopez. Entrata amara per l’estremo giallorosso spagnolo che dopo neanche un minuto subisce il pareggio, con un colpo di testa in anticipo su Fazio di Weissman, che porta sul 2-2 la sua squadra.

Fonseca è furioso ed effettua due cambi: Ünder farà posto a Pellegrini e Perotti a Zaniolo. Da questo momento in poi la Roma si “tuffa” in avanti per cercare il gol del nuovo vantaggio con Kofler che al 78’ si oppone a Fazio con un colpo di testa ravvicinato. Un autentico miracolo. Le due squadre, alla fine, risultano molto stanche con capovolgimenti da un fronte all’altro. Nel finale ultimi assedi della squadra giallorossa con Il portiere austriaco che salva anche su Zaniolo. Tre minuti di recupero vede le squadre allungarsi, ma il risultato però rimane uguale. Finisce 2-2 all’Olimpico di Roma, risultato che non soddisfa Fonseca ma regala alla Roma il secondo posto nel girone e, di conseguenza, i sedicesimi di Europa League.

Alessandro Florenzi in azione durante Roma-Wolfsberg – Photo by Getty Images

IL CAPITANO RITROVATO… MA NON TROPPO –  90’ oggi per il terzino di Vitinia, il capitano giallorosso sembra debba riprendere quella convinzione che aveva prima e recuperare l’autostima lasciata per strada. Purtroppo quest’anno è stato messo troppe volte fuori dal “progetto” di Fonseca; sta a lui, ora con impegno e dedizione, recuperare la fiducia del mister. Oggi per lui una partita sufficiente macchiata però da un autogol sfortunatissimo. Insomma il capitano è tornato, ma come “terza soluzione” (Spinazzola e Santon sembrano che sono preferiti allo stesso) in quel ruolo o con un posto fisso?

FONTE: Redazione Tuttoasroma – F. Croce

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