LIVE TRIGORIA Ranieri: “Dobbiamo fare il massimo. Non ho detto mai detto quelle parole. Baldini non incide sul mio lavoro, non so quello che fa” (TESTO)(VIDEO)

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Oggi Ranieri in conferenza stampa risponderà alle domande dei giornalisti nella conferenza pre gara di Sassuolo-Roma che si giocherà al “Mapei Stadium” sabato 18 alle ore 20.30. Come sempre Tuttoasroma seguirà l’evento in diretta testuale:

Settimana diversa dalle altre. La partita è andata in secondo piano… è preoccupato o è uno stimolo positivo? “Credo che debba essere uno stimolo positivo e propositivo i giocatori sono abituati a questo. Potevano essere negativo anche le voci sull’allenatore del futuro e i ragazzi non hanno mai mollato. Mi auguro che questo fatto sia uno sprone a far bene, ci sono due partite, una piccola possibilità e dobbiamo avere la coscienza a posto di aver fatto il massimo”.

Come stanno Zaniolo e Pellegrini? “”L’aspetto fisico della squadra è buono. Zaniolo aveva il solito problema al polpaccio, oggi farà un lavoro differenziato. Per quanto riguarda Pellegrini, non è un problema grave, credo di poterlo avere a disposizione per sabato”.

Le sono state attribuite delle frasi ieri… “Non mi sembra di aver utilizzato queste parole. Quando i tifosi chiedevano spiegazioni sulle decisioni sulla fine di Daniele, io ho detto: “Sicuramente a Londra ed in America”. Decide il presidente e la persona che gli sta più vicino”.

C’è un malessere generale… si sente di rassicurare i tifosi? “Io non conosco i progetti del futuro di Pallotta, non possono aver parlato con me sapendo che tra due partite lascio la Roma. In ogni società di calcio ci sono ricambi, per cui ci sta, abbiamo visto anche in Italia squadre che hanno perso punti di riferimento, solo che magari a Daniele andava detto in un’altra maniera e dargli modo di pensare bene. Ma è il calcio, la legge del calcio, la società vuol cambiare e vuole altre giocatori. Come sono i giocatori che a volte scelgono altre società, a volte sono loro che vogliono cambiare. Certo per una figura così importante per il capitano, una considerazione più attenta avrebbe consigliato un altro comportamento”.

De Rossi avrebbe detto che se fosse stato dirigente si sarebbe confermato, lei da dirigente cosa avrebbe fatto? “Io avrei detto: “Lo voglio perché so che capitano è, che uomo è”.

Come viene vissuta la figura di Baldini all’interno di Trigoria? “Con me non incide affatto. Non lo so che rapporti abbia con il presidente, qui non incide. In generale non lo so, non conoscendo quello che fa”.

De Rossi nello spogliatoio fino a dove arriva? “Si parla sempre di leader. Ci sono vari leader: per la società, per i giornalisti, per i tifosi o per i social. Ci sono anche i leader per l’allenatore. Lui è l’allenatore in campo, gli puoi parlare e ragiona con la mentalità fine alla squadra. Questi sono i leader che vogliono gli allenatori”.

E’ venuto qua con un compito molto difficile. A Roma i giocatori romani e romanisti erano il tramite tra il vecchio ed il nuovo. Si aspettava di trovare una situazione così cambiata e diversa? “Quando ho accettato l’incarico sapevo di trovare una squadra giù mentalmente, non fisicamente. Le mie forze sono state rivolte a questo, fargli credere in loro stessi, nel senso di appartenenza e nella squadra. Queste cose non mi aiutano nel mio lavoro: quanto possono aver inciso le chiacchiere prima di Genova? Non lo so. L’aiuto dei tifosi ho chiesto ed è stato magnifico, li devo solo ringraziare”.

De Rossi ha parlato anche di Totti, dicendo che spera che incida di più in società. I tifosi dicono di lasciare la Roma. Che dice a Totti in questo caso? “Ogni persona intelligente capisce che sono decisioni che deve prendere Francesco, non so quanto potere abbia. Io so che mi ha chiamato, quindi era uno che conta e che decide. Io non so quanto all’interno di questa crescita, visto che non può smettere di giocare e fare il dirigente, quanto sia felice e soddisfatto. Sono domande da rivolgere a lui e non a me”.

Ieri hai toccato con mano la delusione della gente. Sono 11 anni che non si vince un trofeo alla Roma. Puoi dare un consiglio dall’alto della tua esperienza su come si può vincere? “Io non so i programmi e mi è difficile rispondere alla domanda. Io credo che un fatto importante sia la costruzione dello stadio. Farlo per poi programmare una Roma grande. E’ una mia considerazione che tiro fuori leggendo quello che scrivete voi. Io sto pensando solamente alla squadra, cercando di tirare fuori il massimo ogni partita. Mi sono messo l’elmetto per aiutare la squadra e tirare fuori il meglio”.

si è sentito supportato dalla società? A cosa possono aggrapparsi i tifosi? “Il tifoso si sente partecipe in tutto e per tutto, è una piazza particolare. L’Olimpico pieno ti soffia dietro e ti permette cose che in altri stadi sono impossibili. Il tifoso dice spesso che il Presidente è distante e così via, ma io ho trovato poche volte il presidente vicino alla squadra. Al Leicester il vecchio presidente l’ho visto più volte adesso che prima. Abramovic credo di averlo visto io più di tutti, Sarri forse non l’ha mai visto. Tu lavori sul campo ed il resto non interessa, l’importante è che quando hai bisogno di qualcosa ci sia qualcuno, questo è importante, il resto non conta. Non è importante la presenza di un presidente, ma che tutto vada come deve andare”.

Come ha visto De Rossi in questi giorni? “Sembra strano ma ancora non ci siamo parlati. L’ho visto bello e motivato come sempre. Dentro di sé sarà sconvolto, non dormirà la notte immagino. Chi ha dato tutto ed ha giocato anche non al 100% lo ha fatto per l’attaccamento alla maglia ed ai tifosi. E’ normale, ma ancora devo parlarci”.

Sarà una Roma col 4-3-3 o il 4-2-3-1? “Sto studiando. Il Sassuolo è una squadra ben organizzata, già ho visto la partita d’andata. Mi sto facendo un’idea, ma vediamo i prossimi due allenamenti e deciderò”.

De Rossi giocherà contro il Sassuolo? “Parlerò con lui e vedremo”.

Che cosa consiglierebbe a De Rossi per la prossima avventura? “Vuole continuare a giocare ed è giusto che sia così. Ha già la mentalità da allenatore, il padre lo è. E’ un leader positivo, non pensa al suo ego ma al bene di tutti. C’è una visione d’insieme e non da singolo giocatore”.

RANIERI “Mi auguro che l’ultima partita all’Olimpico sia una festa, ci sarà tempo per le contestazioni. L’ultima partita sarà una dimostrazione d’amore per Daniele che è la cosa più importante”.


FONTE: Redazione Tuttoasroma – R. Moilinari

 

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