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Un’altra frenata nel giorno in cui accelerare avrebbe portato la Roma a -3 dalla vetta con una partita in meno. Nel giorno dell’esordio di Schick dal 1’ la squadra di Di Francesco, invece, impatta 0-0 contro il muro del Chievo nonostante un dominio del campo evidenziato dai numeri: 13 corner a 1, 26 tiri verso la porta e quasi il 67% di possesso palla. Ancora una volta però è mancato il cinismo sotto porta a cui si aggiungono i miracoli di Sorrentino. Risultato? Due punti nelle ultime due trasferte e un dato inquietante: nelle ultime 3 partite, Champions compresa, sono arrivati ben 83 tiri in porta e soli 4 gol. Un gol ogni 20 tiri. A mancare sono soprattutto quelli di Dzeko (1 solo nelle ultime 9 gare di campionato) che oggi però è entrato a partita in corso dopo 22 gare di fila da titolare. «Sicuramente qualche gol in più da Edin ce lo aspettiamo, ma non possiamo riporre le nostre aspettative solo su di lui – ammette Di Francesco – mancano anche le reti di altri giocatori, non solo i suoi. Schick prima punta? Nessun ruolo è definitivo. Chi è stato attento si sarà accorto che oggi è stato impiegato anche come esterno».

Il ceco, che ha impegnato due volte Sorrentino (una di tacco), ha giocato 90 minuti ma non ha brillato: «Ho bisogno di altro tempo, devo lavorare per sentirmi bene ma il ruolo non è un problema. La partita è stata difficile, siamo delusi per il pareggio». Nonostante il risultato Di Francesco è soddisfatto: «Avremmo meritato di vincere, ma va bene così. Abbiamo giocato contro un avversario che in casa ha concesso pochissimo al Napoli. Peccato per non aver concretizzato le occasioni che siamo riusciti a creare, dobbiamo essere più cinici. Meritavamo di vincere». Per DiFra, però, la Roma non merita ancora di stare tra le pretendenti per lo scudetto: «Pensiamo a crescere e a fare più punti possibili. Stiamo rincorrendo, non siamo tra le favorite». Poi chiosa sul rinnovo, analizzando le parole di Monchi («Conta la fiducia»): «Condivido quanto detto dal direttore. Al Sassuolo ho firmato dei contratti semplicemente stringendo la mano. Sorteggio? Non mi interessa l’avversario, ma preparare bene quelle due partite». Doveroso, infine, l’omaggio della Sud in trasferta a Lando Fiorini: «Semo romani, ma romanisti di più. Ciao Lando».

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