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Turnover sì, ma limitato. Fonseca prepara la sfida di Europa League in programma giovedì in Belgio contro il Gent, pensando a qualche nuovo innesto rispetto alla formazione che domenica ha strapazzato il Lecce. Il primo dubbio riguarda Lorenzo Pellegrini, che è stato lasciato negli spogliatoi durante l’intervallo del match con i salentini. «Pellegrini ha fatto una bellissima partita, ma dopo il primo tempo abbiamo parlato: aveva un fastidio nelle gambe e ho deciso di non rischiare. Non è infortunato», ha assicurato il tecnico nell’immediato post-gara.

Ma il numero 7 ieri non si è allenato e oggi si sottoporrà a risonanza magnetica per verificare l’entità della noia. A rischio dunque la sua presenza con la squadra in vista della trasferta belga. Se non dovesse farcela, nel ruolo di trequartista centrale potrebbe essere riproposto Mkhitaryan, che è apparso in grande spolvero anche in quella posizione nella ripresa della sfida con gli uomini di Liverani. Se l’armeno dovesse essere schierato alle spalle di Dzeko, a sinistra potrebbe toccare a Kluivert, entrato proprio al posto di Pellegrini domenica scorsa.

Sul versante opposto, il ballottaggio riguarda Ünder e Perez. Il turco si è mosso bene nella prima parte della partita con il Lecce, trovando anche il gol (esattamente allo stesso minuto e dalla stessa posizione di quello realizzato tre giorni prima dallo spagnolo), salvo poi calare alla distanza. Ma lo stesso ex Barcellona ha il “piede caldo” e in Europa vanta un invidiabile ruolino di marcia, contrassegnato da due reti in altrettante presenze, una con i blaugrana in Champions – rifilata all’Inter a San Siro – l’altra proprio al Gent nell’altra competizione, entrambe decisive per arrivare al successo. Al di là dei gol, gli scampoli disputati da Perez finora sono sempre stati all’insegna della vivacità. Il neo-acquisto di gennaio, anche se chiamato in causa soltanto a sprazzi, ha già messo in mostra lampi del suo repertorio: spunti in velocità con ottima tecnica, conclusioni a rete, assistenza ai compagni e anche una grinta non comune. (…)

FONTE: Il Romanista – F. Pastore

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