“Quando ho incontrato il presidente Pepe Castro, con Jesús Arroyo, mi è piaciuto tutto. Mi ha incoraggiato sentire che il club voleva continuare a crescere, essere all’avanguardia del calcio spagnolo ed europeo. Convincermi non è stato difficile, perchè dopo averli ascoltati avevo le idee chiare: volevo tornare a casa mia. Sono stato qui per quasi 30 anni, ho vissuto tutto, come giocatore, come delegato, come direttore sportivo… È difficile da spiegare. Il mio rapporto con il club va oltre il lavoro: sono più ‘siviglista’ che direttore sportivo. A volte ti motiva e a volte ti pesa, ma cerco sempre di essere positivo. Vincerla per la sesta volta quest’anno sarebbe un sogno, toccare di nuovo il cielo con le mani. Un qualcosa di quasi impossibile, perché ogni volta vincere un torneo è sempre più difficile. C’è sempre una frase che di solito uso molto: più che il cuore, mi batte lo stemma… C’è un legame col club e col sentimento ‘sivigliano’ ed è esattamente ciò che fa sì che chiunque ami questa società dia il massimo”.

FONTE: Goal.com

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