A volte si passa per il mercato assiro-babilonese (copyright: Walter Sabatini) e a volte si fanno le cose più «normali». Il confronto tra due giovani – Lorenzo Pellegrini, classe 1996, e Gerson, classe 1997 – è la strada più diritta per capire la differenza e, forse, per arrivare anche alle nuove direttive del presidente James Pallotta ai suoi dirigenti. Lorenzo Pellegrini tornerà a Trigoria dopo due anni molto positivi al Sassuolo: 19 presenze e 3 gol la prima stagione, 28 e 6 la seconda (più convocazione per l’under 21 e per gli stage della nazionale A). La Roma lo aveva ceduto per 1,25 milioni, con diritto di «recompra» a 10. In pratica dovrà riacquistare un giocatore già suo – era entrato nelle giovanili a 9 anni -, ma secondo alcuni dirigenti questo è l’unico modo perché le squadre facciano giocare calciatori in prestito. Eppure Szczesny, in prestito secco dall’Arsenal, ha giocato nella Roma 81 partite in due anni. Bravo, giovane, italiano, con grande senso di appartenenza e con un ingaggio sostenibile: Pellegrini è l’identikit del giocatore che serve alla Roma per programmare il futuro e tenere a posto i conti. Con Eusebio Di Francesco è cresciuto tantissimo e poter lavorare ancora con l’ex allenatore del Sassuolo è stato fondamentale per la sua scelta, visto che lo voleva fortemente anche il Milan (Montella lo ha allenato nelle giovanili giallorosse) . Parliamo di un giocatore solido – fisico alla Gerrard – che in questa stagione ha giocato 1.941 minuti in campionato (6 gol e 4 assist).

Gerson è costato alla Roma 16,6 milioni (fonte: Transfermarkt), più uno che deve essere saldato alla Fluminense perché la Roma si è qualificata alla prossima Champions League direttamente. Era uno dei bonus del contratto, che ne ha anche uno più incredibile: quello per l’eventuale conquista da parte di Gerson del Pallone d’oro. In questo campionato il brasiliano ha giocato 131 minuti, compresi i primi 45 (fantascientifici) nello scontro diretto contro la Juventus a Torino. A gennaio ha rifiutato il trasferimento al Lille, ha giocato per punizione una partita con la Primavera e poi è scomparso dai radar come un Ufo. Walter Sabatini, tempo fa, ha detto che gli sarebbe piaciuto portarlo con sé nella sua nuova squadra. Adesso che ha firmato per il gruppo Suning vedremo se manterrà l’impegno o se era soltanto una boutade. Sul mercato spagnolo si sta naturalmente muovendo Monchi che, secondo Don Balon, ha messo gli occhi su due ventitreenni: l’attaccante Mariano Diaz, dominicano del Real Madrid, e il centrocampista Denis Suarez del Barcellona. Mariano era esploso un anno fa nel Real Madrid Castilla 29 presenze, 25 gol), ma nel Real dei grandi ha trovato pochissimo spazio (8 presenze e un gol, contro il Deportivo, il 10 dicembre 2016). Il Real chiede 6 milioni, ponendo una clausola di «recompra». Denis Suarez ha collezionato 26 presenze e un gol nella Liga, ma non ha convinto appieno il Barcellona. Potrebbe partire in prestito.

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