PETRACHI: “Sui media escono fuori calunnie. In sei mesi è stato fatto tanto lavoro” (TESTO)(VIDEO)

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Prima della conferenza stampa di presentazione di Perez, Villar e Ibanez, il Direttore Sportivo Gianluca Petrachi, ha voluto ribadire e soprattutto rispondere alle critiche che gli son state mosse nell’ultimo periodo. Le sue parole:

“Buonasera a tutti, bentrovati. Siamo qui per presentare questi tre ragazzi, ma prima della loro presentazione, mi premeva puntualizzare su alcuni aspetti, alcune cose che da qualche settimana escono fuori. Tenevo a fare chiarezza, quando si scrive si dicono cazzate, se non fermi l’emorragia si fanno passare le cose per vere. Alla mia prima presentazione, ho detto a tutti quanti che quest’anno per la Roma era il famoso anno zero, sono stato chiamato dalla proprietà per cercare di recuperare degli errori fatti negli anni precedenti, risolvere dei problemi che lo scorso anno e quello prima erano stati creati. Con tanta umiltà, voglia ed entusiasmo mi sono calato nella parte, credo che in questi sei mesi sia stata fatta una grandissima mole di lavoro. Sto portando con convinzione il credo che la società mi aveva imposto nel provare a trasformare qualcosa che non ha funzionato. Detto ciò, la Roma ha fatto una vera e propria rivoluzione. Voglio ricordare che la Roma ha fatto uscire 20 giocatori e ne ha presi 14. Volevo ricordare che la Roma non compra giocatori a 70 milioni, con 70 milioni ho comprato 7 giocatori. C’è bisogno che qualcuno capisca che ho chiesto pazienza e la comprensione di tutti, quando ci sono rivoluzioni qualcosa può venire bene e qualcosa meno. Su qualche media escono fuori calunnie e falsità da vigliacchi. Forse sarò una persona scomoda per tanti di voi, non faccio comunelle, non prendo caffè, non rispondo ai vostri messaggi da quest’estate e la mia schiena è sempre dritta. Volete attaccarmi? Nessun problema, non sarò spappolato da questo percorso. Continuerò a cercare di fare il bene della Roma, finché starò qui porterò avanti la mia idea di calcio. Ci riuscirò o no non lo so, ma ce la sto mettendo tutta. Se c’è un po’ di intelligenza da parte di tutti e soprattutto buona fede, si può pensare che fino a 20-25 giorni fa si decantava una Roma importante, con un allenatore importante, che forse giocava il miglior calcio in Italia. Ora la Roma è in difficoltà; ero preparato a queste, non alle calunnie. Posso spaziare dalla Gazzetta dello Sport, al Corriere dello Sport, a Il Tempo, a tutti. Faccio degli esempi: Petrachi viene bacchettato da Dzeko perché chiede più qualità, niente di più falso. Dzeko deve fare il calciatore, ma siccome è un ragazzo molto intelligente non si sarebbe mai permesso di venire da me a dire una cosa del genere. Se deve fare una cosa lo fa all’interno dello spogliatoio, e questa era la prima cazzata. Seconda: si dice che sono stato convocato per essere messo alla prova dalla nuova società, io ho solo parlato dei programmi futuri e degli investimenti. È stata scritta una inesattezza totale, potrebbero entrare nuovi acquirenti e volevano conoscere le possibili spese future della Roma. Alcuni di voi mi hanno censurato, sembravo il killer, dovevo essere squalificato: completamente assolto. E molti di voi ci hanno marciato, siccome ho rispettato le regole, ho sempre cercato di fare il mio lavoro in modo onesto e leale, e molti di voi sono stati smentiti per quanto riguarda le calunnie, anche a livello televisivo, non solo cartaceo. Dove voglio arrivare? Io sono consapevole che questo sia un momento difficile, è un momento in cui abbiamo smarrito un po’ di umiltà. La grande prestazione del derby ci ha fatto volare troppo alti. Se questa squadra gioca con intensità, voglia e cattiveria è ujna squadra che può mettere in difficoltà chiunque, altrimenti fa fatica, è evidente che il gioco di Fonseca si basa sull’aggressione. Abbiamo sbagliato partite con Torino, Sampdoria, Sassuolo e Bologna, è una cosa che deve farci riflettere. Dobbiamo credere di più in quello che facciamo, mettere cattiveria e umiltà. Credo di aver investito su tanti giovani, ma i frutti vengono dopo un po’. Questa squadra gioca con 6/11 di nuovi acquisti. Non c’è squadra italiana che lo fa. Serve tempo, è una squadra giovane, con ragazzi che si stanno conoscendo. Mi auguravo che queste difficoltà non arrivassero mai, ora dobbiamo affrontarle. In momenti di grandi difficoltà questa squadra è venuta fuori, con 10-12 infortunati ci siamo esaltati, forse è stata la Roma migliore. Sono convinto che questo gruppo, in cui orgogliosamente mi sono identificato, è venuta meno nello spirito, cercherò di far capire loro quanto siano importanti passioni e sana cattiveria. Ai nuovi ho detto dove sono arrivati. Ho chiamato Perez il giorno dopo Sassuolo, gli ho detto che Roma è una piazza passionale, sentimentale, si affeziona al giocatore che ci mette l’anima e che l’atteggiamento avuto non mi era piaciuto. Gliel’ho detto per fargli capire dove loro sono arrivati e quello che devono fare. Credo fortemente in questi tre ragazzi. Credo che possano essere il futuro della nostra Roma, io la Roma la sento mia, credo fortemente in questa squadra. Chiedo ancora oggi un filo di pazienza, credo che questa abbia dei contenuti. Abbiamo ragazzi del 1998 e del 1999, i giovani hanno alti e bassi, questa è stata una strategia. Non ho preso un giocatore da 70 milioni, ho cercato di costruire qualche cosa che porti risultati nell’arco di un triennio. Non mi spaventa l’essere messo in discussione, mi danno fastidio le cazzate, le calunnie e le cose inesatte. Un giornalista deve sapere quello che sta scrivendo. Non ho problemi a confrontarmi e a ribadire un concetto. Sono pronto, sono qui, era stato detto che mi avevano tolto la parola, che la società mi aveva proibito di uscire, perché parlo male o ho i lapsus. Sono pronto a parlare, non ho avuto né tempo né modo di parlare a chiusura del calciomercato. Tenevo a far chiarezza e spiegare i problemi che abbiamo, che stiamo cercando di affrontarli, che lo faremo insieme. È una cazzata anche parlare di problemi tra me e Fonseca, l’allenatore ha il predominio, Petrachi è fatto in questo modo, se vedo che i miei giocatori a livello di senso di appartenza, di sana cattiveria, non fanno bene, il sottoscritto entra e dice quello che pensa, senza prevaricare”.

CONTINUA

FONTE: Redazione Tuttoasroma – R. Molinari

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