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roma-palermo-esultanza-giocatori-2Da quando è tornato alla Roma, Luciano Spalletti non è mai stato così vicino alla Juventus. Con la vittoria sul Palermo il distacco dalla capolista è soltanto di due punti, con la possibilità di aggancio, considerato che Allegri sabato riceverà il Napoli allo Juventus Stadium, mentre i giallorossi andranno a Empoli, anche se in mezzo c’è il turno infrasettimanale. Da novembre dello scorso anno le condizioni di classifica non erano così favorevoli per i giallorossi. La terza vittoria consecutiva è arrivata con qualche difficoltà nel primo tempo, poi nella ripresa la Roma è riuscita a gestire il vantaggio. I quattro gol confermano quello di Spalletti il miglior attacco del campionato. Hanno segnato tutti gli attaccanti e nei minuti finali c’è stato spazio anche per Totti, che ha sfiorato il quinto gol.

CONTINUITA’ – Spalletti in extremis è stato costretto a rinunciare inizialmente anche a Florenzi, con Emerson Palmieri a destra e la conferma di Juan Jesus a sinistra. Con due esterni non di ruolo (Juan Jesus è un centrale ed Emerson è mancino), la difesa è stata ancora più rimaneggiata e lo sviluppo del gioco sulle fasce è stato lento e disordinato. A centrocampo Paredes ha sostituito Strootman, anche lui in non perfette condizioni fisiche. L’argentino è andato a prendere Diamanti, bravo a giocare tra le linee e a creare pericoli nelle ripartenze. L’assetto tattico è rimasto il 4-2-3-1 di Napoli, ma sono cambiati gli interpreti ed è diminuita la qualità.

SBLOCCA SALAH – Il Palermo ha conquistato i sei punti che ha in trasferta e qualche motivo ci sarà. La squadra è stata ordinata in campo, con un 3-4- 2-1 molto duttile nel passaggio da una fase all’altra. Con il possesso palla della Roma, De Zerbi si è coperto con un 5-4-1 e la Roma ha faticato un po’ a rendersi pericolosa. Dopo due tiri di El Shaarawy ed Emerson parati da Povasec, il vantaggio è arrivato al 31’ con un’azione nata da un recupero di Paredes e Dzeko che ha fatto partire Salah. L’egiziano ha realizzato il quinto gol in campionato con un diagonale imprendibile e ha portato la Roma a due punti dalla Juve. La Roma ha continuato a incontrare difficoltà in difesa, dove Juan Jesus ha sbagliato molto, come nelle precedenti partite. Un suo errore ha regalato una punizione dal limite a Diamanti, che ha sfiorato la traversa, facendo venire i brividi ai tifosi giallorossi come nel 2008, quando con una perfida punizione ai tempi del Livorno allontanò la Roma dalla scudetto. Considerate le difficoltà a spingere sulle fasce, gli uomini di Spalletti hanno continuato a cercare il gol per i corridoi centrali, dove ha faticato a inserirsi Nainggolan, questa volta finito a giocare spesso spalle alla porta e troppo vicino a Dzeko.

CAMBI GIUSTI – Nella ripresa la Roma ha avuto la necessità di mettere al sicuro il risultato e Spalletti ha chiesto di stringere i denti a Florenzi, lo ha inserito togliendo il disastroso Juan Jesus e spostando il mancino Emerson a sinistra. In questo modo sono diminuiti i pericoli che erano provocati dall’ex interista e la Roma è tornata a presidiare le fasce, come vuole il suo allenatore. Il raddoppio è arrivato dopo pochi minuti, in una circostanza fortunosa, perché sulla punizione messa in mezzo da Paredes il pallone non è stato toccato da nessuno ed è finito in porta con gravi responsabilità di Posavec. Il Palermo ha provato a scuotersi e Diamanti è stato ancora pericoloso con un tiro dal limite. Subito dopo Szczesny ha fatto una gran parata su Andelkovic. I cambi, compreso quello di Nainggolan con Strootman, questa volta hanno avuto una logica e hanno funzionato, a differenza di quanto era accaduto in Europa League contro l’Austria Vienna. Fino alla fine c’è stata solo la Roma, che ha dilagato con Dzeko ed El Shaarawy. Il bosniaco resta il capocannoniere del campionato, con otto reti. La rete di Quaison è stata ininfluente, ma il Palermo, con tutti i suoi limiti, non è sembrato una squadra in disarmo.

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