Quei pensieri in libertà che sono figli dell’era social

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Va pensiero, anche se scomodo e contrario al nostro. In una società ispirata alla libertà e alla tolleranza, dovrebbe sempre essere così. Ma siamo ancora lontani dal mondo ideale. Basta vedere il polverone scatenato dai post di Demiral e Under (…).

Prima, per far sapere come la si pensava su ogni argomento, c’erano le interviste e poco altro. Ora, nell’era dei social, non ci sono più filtri. Il nodo è come porsi di fronte a chi esprime un punto di vista politico ed etico. A meno di esplicite apologie di reato, di attacchi alla dignità e ai valori fondamentali che qualsiasi uomo riconosce, non si può proibire di manifestare le proprie idee (…).

Basterebbe sarà banale ma funzionerebbe, regolarsi sul buon senso. Non è un suggerimento buonista, ma una semplice difesa della libera circolazione delle idee e della democrazia.

FONTE: La Gazzetta dello Sport

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