IL FILM DI FRANCESCO TOTTI

Alla vigilia della partita di campionato contro il Bologna, in programma domani alle 20:45 allo stadio Olimpico, l’allenatore della Roma, Paulo Fonseca, risponderà alle domande dei giornalisti nella rituale conferenza pre gara:

Cosa è successo con il Sassuolo? “Come allenatore devo analizzare cosa sia successo, lo faccio ogni partita e ho capito cosa sia successo”.

Come stanno Pastore e Mkhitaryan? “Miki meglio di Pastore, ma tutti e due sono nella lista della partita”.

Dopo una buona prestazione ne arriva una brutta. E’ un difetto cronico della Roma che si ripete negli anni. Perchè questa mentalità? “Siamo lavorando per cambiare questa mentalità, ma devo dire che non è stato solo un problema di mentalità. Abbiamo sbagliato tatticamente, io tatticamente i giocatori tecnicamente. Penso sia stato un problema di come abbiamo iniziato la partita. Quando si sbaglia come abbiamo sbagliato nel primo gol, la squadra ha perso equilibrio che è molto importante avere. È vero che abbiamo fatto una buona partita contro la Lazio e una prima parte totalmente diversa contro il Sassuolo. Penso che il problema principale sia stato tatticamente, tecnicamente. Dobbiamo far capire che se vogliamo vincere dobbiamo avere maggiore ambizione. In questa stagione ho sentito dirlo più volte che non la abbiamo, ma io l’ho vista anche quando abbiamo perso a Torino contro la Juventus”.

Kolarov può essere utile già dalla gara contro il Bologna? “Vediamo domani. Devo dire che ho in questo momento 1-2 dubbi per la partita. Per questo non voglio parlare dei giocatori che giocheranno domani. Kolarov è un leader dello spogliatoio e può essere un’opzione”.

Che ne pensa di quello che è successo nello spogliatoio contro il Sassuolo?
“Devo dire che dopo questa intervista nulla è cambiato e continuerò così. Come voi capite, non voglio parlare di quello che succede nello spogliatoio e devo dire che sono io che parlo coi giocatori. In questo momento che abbiamo perso mi sembra che sia sempre un grande dramma. È fondamentale dire che dobbiamo sempre essere equilibrati. Si è parlato molto di questo momento: siamo tutti insieme società, allenatore, giocatori”.

Pastore non è in grado di giocare titolare? “È difficile, abbiamo Diego, Kluivert, Mkhitaryan che può giocare in quella posizione (centrale), ma Pastore ancora non è nella condizione di inziare la partita”.

Contro il Sassuolo l’arbitro è stato cattivo contro la Roma nei cartellini. A un certo punto sembrava come se ci fosse un accanimento nei confronti dei calciatori della Roma? “In parte sono d’accordo. Non abbiamo perso per l’arbitro, ma perché non abbiamo giocato bene. Non mi piace parlare degli arbitri, ma è difficile capire come una squadra come la Roma abbia così tanti cartellini gialli. Gli arbitraggi non sono gli stessi per tutte le squadre. Non siamo una squadra che fa tanti falli da giustificare i cartellini gialli. La mia insoddisfazione a volte è solo per questo”.

Carles Perez e gli altri nuovi a che punto sono? Perez può giocare domani sera? “Hanno tutti qualità, ma devono adattarsi. La Serie A è diversa dalla Liga. Hanno bisogno di adattamento per capire com’è il calcio qui. Vediamo se giocheranno domani”.

Senza Diawara sembra che la Roma abbia perso equilibrio. Come si può ritrovare? “Con un buon posizionamento. E’ vero che Diawara tatticamente compie questo lavoro in modo quasi perfetto. Cristante anche ha questa capacità e può fare lo stesso. Non ha senso cambiare Mancini per farlo giocare lì perché è solamente una questione di posizionamento”.

Si è parlato del suo colloquio a caldo con Dzeko in campo. Può tornarci sopra e spiegarci? “In questi mesi in cui sono qui, è ormai facile capire che io non mento. Quando non voglio parlare di qualcosa dico che non voglio, ma non dico bugie mai. Io dopo la partita ho detto la verità: Dzeko mi ha detto di non parlare con l’arbitro perché non si può cambiare quello che è successo. E’ un consiglio di un giocatore. Dopo che ho detto questo si solleva la questione di nuovo? Non ho bisogno di mentire, non lo faccio. Se non avessi voluto dire quello che mi ha detto Dzeko, non lo avrei detto. La verità è questa”.

Tra le varie soluzioni, sta pensando di mettere Dzeko alle spalle di Kalinic prima punta? “Ci ho pensato, ma non è facile cambiare il gioco, che cambierebbe totalmente con Dzeko e Kalinic in campo. Può succedere durante la partita”.

Come si esce dalla pressione del Bologna? Perché questa pressione in Italia ha molto successo? “Quando è arrivato Perez gli ho chiesto quante squadre in Spagna marcano a uomo. Mi ha detto nessuna e gli ho detto di prepararsi perché qui lo fanno tutti. Giocano a uomo e sono tutte aggressive. Abbiamo affrontato il Verona che ha queste caratteristiche ed abbiamo fatto una buona partita con movimenti e contro-movimenti. Non è mai facile affrontare una squadra che marca a uomo ed è aggressiva”.

Dzeko ha detto che la squadra è forte, ma manca qualità ed i giovani devono dare di più. E’ d’accordo? “Dzeko ha detto che siamo tutti responsabile e lui in primis perché è il capitano. Lui ha detto che lo siamo tutti, non solamente i più giovani. Onestamente non mi sembra una critica ai giocatori più giovani, mi sembra un consiglio. Dzeko è il leader dello spogliatoio, non ho sentito un tono critico alla squadra. Abbiamo perso, ma non mi sembra una critica per i giovani. Sulla mancanza di qualità: la sconfitta contro una squadra come Sassuolo arriva se non hai avuto qualità”.


FONTE: Redazione Tuttoasroma – R. Molinari

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