Rottura o pace? Dzeko tra due fuochi

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La corda è tesa e non manca molto per spezzarla. L’Inter vuole Dzeko, il bosniaco vuole i nerazzurri, la Roma a certe condizioni lo venderebbe pure ma non ha trovato un sostituto e deve pensare seriamente all’ipotesi di tenersi il centravanti (scontento) un anno e poi perderlo a parametro zero. Se finora il braccio di ferro si è consumato sotto traccia e senza feriti, siamo vicini allo snodo che per forza di cose vedrà cedere qualcuno.

L’incontro di lunedì tra l’agente-amico di Dzeko, l’ex portiere Silvano Martina, e i dirigenti interisti è servito a dare una scossa, le cui conseguenze verranno scoperte a breve. Oltre a ribadire la ferma intenzione di acquistarlo, su input preciso di Conte che ha iniziato a parlare col ragazzo dalla scorsa primavera, il club nerazzurro ha chiesto all’entourage di Edin una «mano» per sbloccare la situazione.

Se da una parte l’Inter vorrebbe capire il prezzo finale dell’attaccante – aumentato nel giro di due mesi da 15 a 25. milioni bonus inclusi – dall’altra invita lo stesso Dzeko a forzare la mano.

Non un chiaro in-vito a sottrarsi al doveri di professionista, per carità, ma la richiesta tipica in casi simili di mercato delle società che devono acquistare calciatori e trovano resistenze. Edin ha deciso da tempo di trasferirsi a Milano. Questione di stimoli, di soldi (lo aspetta un triennale da 4.5 milioni netti contro l’ultimo anno a 6 milioni che gli resta con i giallorossi), ma anche una sorta di fuga da un club che considera ridimensionato.

Nonostante questo, ha tirato il gruppo in allenamento e guidato la squadra da leader nelle amichevoli. Lunedì l’Inter gli ha fatto capire di essere pronta a un ulteriore rilancio dell’offerta fino a 20 milioni, ma vuole essere certa di non trovare un’altra porta chiusa in faccia dalla Roma.

Cosa farà Dzeko adesso? Continuerà a comportarsi in modo impeccabile come ha fatto fino ad oggi, per la gioia di Fonseca che se lo tiene stretto, rendendosi disponibile a rinviare all’anno prossimo il trasloco all’Inter (o altrove: ieri rumors non confermati su Monaco e Napoli), oppure inizierà a battere i pugni sul tavolo per andarsene? In teoria per la risposta c’è tempo, ma l’impressione è che entro la prossima settimana la vicenda debba prendere una piega definitiva.

Con un occhio sempre vigile a quello che accade altrove: la destinazione di Lukaku (Inter o Juve) inciderà anche sul futuro di Higuain e Icardi, due potenziali sostituti che Petrachi non è però riuscito a corteggiare fino ad oggi. Il resto del mercato offre poco: da un Mariano Diaz difficilmente avvicinabile per via del suo ingaggio da 6 milioni netti, a un Batshuayi che il Chelsea potrebbe tenersi visto il mercato bloccato, oppure un 34enne come Llorente svincolato. Insomma dovesse scoppiare la grana-Dzeko sarebbe un bel problema senza avere un sostituto in mano.

Intanto Petrachi sta provando a cedere altri giocatori senza successo. Per Defrel, sembrava tutto fatto per il suo passaggio al Cagliari in prestito con obbligo di riscatto a 15 milioni poi sono sorti problemi sulle modalità di pagamento. Uno spiraglio si è aperto per il prestito di Olsen al Montpellier. Su tutti gli altri, da Nzonzi a Pastore, da Schick, Gonalons e Karsdorp, ai giovani ma costosi Bianda e Coric ci muove ancora poco. Idem per l’acquisto di un difensore centrale: per Alderweireld resta dura, si valutano alternative, Pezzella non convince appieno.

FONTE: Il Tempo – A. Austini

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