Il Dipartimento Ambiente del Comune prevede per il verde pubblico dell’intero progetto che siano «abbattute circa 1.770 alberature, molte delle quali presentano criticità» ma che «verranno piantumati 14.520 alberi». La Città Metropolitana, invece, prescrive di non utilizzare né la Quercia del Vietnam detta anche Albero del Rosario né il Pino Italico, quello da pinoli, per intendersi, a causa della grande invasività della prima specie e onerosità nella manutenzione del secondo. La Regione, infine, prescrive di salvaguardare «per quanto possibile le piante di Olmo campestre e Leccio presenti nell’area». Ancora: va valutata «l’eventualità» di sradicare o controllare le «specie invasive presenti nell’area (Robinia e Ailanto)» mentre si deve privilegiare «per la vegetazione erbacea prevista nella realizzazione del verde, anche per quella tra i fori e gli interstizi degli elementi dei percorsi pedonali, la ricostituzione spontanea di quella preesistente. In alternativa, si proceda alla semina di piante erbacee utilizzando il fiorume raccolto nelle zone contigue al sito dell’intervento oppure si utilizzino semi di piante a rapida scomparsa». Una nota anche sulla terra da usare: «Quello che sarà rimosso per la realizzazione delle opere» prestando attenzione a che sia conservato e non mescolato ad altri. Ultima nota della Regione sul verde pubblico: un elenco nutrito di piante da usare per evitare che si corrano «rischi di inquinamento genetico» delle specie.

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