SERIEA Risultati, classifiche e cronache (VIDEO)

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PALERMO-ROMA 0-3: Tris al Barbera, i giallorossi restano al 2° posto

La Roma batte 3-0 il Palermo grazie alle reti di El Shaarawy, Dzeko e Bruno Peres e si conferma al 2° posto in classifica davanti al Napoli.

Niente da fare per il Palermo al Barbera: la Roma di Spalletti vince 3-0 senza faticare particolarmente e grazie ai 3 punti conquistati fuori casa si mantiene al 2° posto in classifica a quota 62 punti. I rosanero restano invece al terz’ultimo posto a -7 dalla salvezza.

Fra i pali dei padroni di casa gioca a sorpresa il giovane Fulignati al posto di Posavec. Davanti Sallai, Bruno Henrique ed Embalo supportano l’unica punta Nestorovski. Nella Roma Spalletti sceglie di far rifiatare diversi titolari dopo il crollo nel finale di gara contro il Lione: a centrocampo spazio dal 1′ a Paredes, Grenier e Mario Rui, mentre davanti El Shaarawy agisce da falso nove.

Nel primo tempo parte meglio la squadra di Diego Lopez, che si vede annullare un goal al 5′: Nestorovski calcia a rete dalla sinistra dell’area ma l’arbitro annulla per fuorigioco molto dubbio del macedone. I giallorossi crescono e legittimano la loro superiorità trovando il vantaggio al 22′ con El Shaarawy, bravo a sfruttare un assist illuminante di Grenier.

Con quello di oggi i gol di #ElShaarawy in questo campionato sono 4.

La ripresa è caratterizzata da un maggior equilibrio fra le 2 formazioni, con i rosanero che beneficiano dell’ingresso in campo di Diamanti al posto di Embalo e si rendono più volte pericolosi dalle parti di Szczesny. Dopo l’ora di gioco i ritmi di gara si abbassano e la Roma riesce a gestire il vantaggio. Nel finale i giallorossi ottengono anche il 2-0 che chiude i giochi con Dzeko, che subentrato a Grenier al 64′, castiga Fulignati su lancio di Nainggolan. In pieno recupero è Bruno Peres a calare il tris fissando il punteggio sul definitivo 3-0.

 


CHIEVO-EMPOLI 4-0: Inglese, Pellissier, Birsa e Cesar fanno volare i Mussi

Il Chievo ha messo al tappeto l’Empoli per 4-0, grazie ai goal nel primo tempo di Inglese e Pellissier e quelli nella ripresa di Birsa e Cesar.

Pomeriggio di festa per i padroni di casa al Bentegodi, dove un Chievo determinato e cinico ha avuto ragione di un Empoli che nulla ha potuto davanti alla maggiore qualità offensiva degli avversari. I toscani cercavano punti per allontanarsi ulteriormente dalla zona retrocessione, hanno invece incassato la quinta sconfitta consecutiva, come non gli accadeva dall’ormai lontano novembre 2003. Il Chievo torna in campo dopo la sconfitta col Milan senza Dainelli, Gakpè, De Guzman e Meggiorini e in attacco torna il ‘vecchio’ Pellissier ad affiancare Inglese. Martusciello si affida invece all’esperienza di Maccarone al fianco di Marilungo. E’ invece rimasto a casa per motivi disciplinari Buchel.

Sin dai primi minuti il Chievo si dimostra ben determinato a far propria la gara e già dopo pochi minuti il pubblico gialloblù applaude un quasi-goal di Castro, che in rovesciata chiama Skorupski al miracolo per togliere il pallone da sotto la traversa. Sorrentino è chiamato poche volte in causa, su Krunic la parata di maggiore difficoltà per il portiere di casa, con non riescono a produrre manovre offensive di particolare pericolosità. Dalle parti di Skorupski invece i gialloblù arrivano con belle manovre ed è soprattutto sulla destra che riescono a sfondare, come in occasione del vantaggio firmato da Inglese e del successivo raddoppio di Pellissier.

Nella ripresa l’andamento della gara non cambia, se non nei primi venti minuti in cui l’Empoli prova a tornare in partita, ma deve accontentarsi solo di qualche occasione sporadica. Il Chievo prosegue invece col proprio gioco fluido e spumeggiante, andando ancora a segno con Birsa e, dopo l’incrocio dei pali colpito da Di Marco che avrebbe potuto riaprire la gara, anche con Cesar che chiude col quarto goal il tabellino dell’incontro. Il Chievo guarda così con ancora maggiore tranquillità il prosieguo del campionato, mentre l’Empoli dovrà ancora guardarsi alle spalle.

 


FIORENTINA-CAGLIARI 1-0: Kalinic all’ultimo respiro, festa completa per i viola

Con un goal del croato allo scadere, la Fiorentina piega il Cagliari 1-0 e completa la festa per il suo 90° compleanno.

Mettiamola così: Fiorentina-Cagliari è stata soprattutto la grande festa per i 90 anni del club viola, celebrati prima della partita con la passerella della Hall of Fame della Fiorentina, tra campo e panachina, con la presenza tra gli altri di Terim e Ranieri e un affettuoso pensiero a Emiliano Mondonico. Perchè in campo di spettacolo non è che se ne sia visto molto, con entrambe le squadre concentrate soprattutto a non rischiare viste le recenti magre.

Fiorentina con un assetto iperoffensivo, con Saponara e Bernardeschi inizialmente alle spalle di Kalinic, mentre il Cagliari punta essenzialmente a non prenderle, dopo il rovescio contro l’Inter, con un 4-3-1-2 estremamente coperto che in effetti riesce nel suo intento, visto che al di là di qualche conclusione di prammatica con Ilicic e Tello, la Fiorentina appare neutralizzata e la partita abbastanza neutra.

Intorno all’80’ la partita ha una breve serie di sussulti, innanzitutto perchè Paulo Sousa toglie Bernardeschi, particolarmente ispirato, per dare spazio a Badelj, attirandosi gli strali del Franchi e aggiungendo un ulteriore capitolo la romanzo di un rapporto ormai abbastanza sfilacciato.

Pochi istanti dopo è il Cagliari a sfiorare il colpaccio con Sau, che lasciato colpevolmente libero da cinque difensori viola, colpisce la base del palo. Ed è ancora nel finale Barella, con un coast to coast di oltre 60 metri, a far scorrere brividi sulla schiena dei presenti al Franchi, prima che il goal di Kalinic faccia uscire i tifosi dal Franchi, nonostante tutto, con il sorriso.

 


INTER-ATALANTA 7-1: Icardi e Banega ridimensionano la ‘Dea’

L’Inter supera momentaneamente la Lazio al 4° posto con il 7-1 rifilato all’Atalanta. Tripletta per Icardi e Banega. A segno Freuler e Gagliardini.

Doveva essere uno scontro diretto equilibrato tra due squadre in corsa per un posto in Europa, ma dopo appena mezz’ora il punteggio era già di 5-0. Tutto facile per l’Inter di Pioli che, con Banega e Kondogbia preferiti a Joao Mario e Brozovic, disegna calcio a San Siro e, dopo la goleada inflitta al Cagliari domenica scorsa, ne rifila un’altra ad un’Atalanta apparsa la controfigura di quella ammirata fin qui.

Amaro il ritorno a San Siro del fischiatissimo ex Gasperini, travolto dall’intraprendenza ormai tipica del gioco di Pioli, sempre più beniamino del pubblico di fede interista.

Icardi porta l’Inter sul 3-0 al 26’, realizzando tre goal in meno di 10 minuti, ma è anche la domenica di Banega, autore anch’egli di una tripletta e di altrettanti assist. C’è gloria anche per l’ex Gagliardini, autore di un goal meraviglioso ad inizio ripresa. Di Freuler il goal dell’amara consolazione per un’Atalanta che esce ridimensionata da una goleada sicuramente inaspettata.

 


NAPOLI-CROTONE 3-0: Azzurri di rigore, Champions dimenticata

Il Napoli torna alla vittoria dopo l’eliminazione dalla Champions League, battuto il Crotone grazie alla doppietta di Insigne e Mertens.

Dal Real Madrid al Crotone, il Napoli riparte con una vittoria. Al San Paolo gli azzurri piegano 3-0 il Crotone in una giornata meno brillante di quanto possa raccontare il risultato sul piano della prestazione, con l’arbitro Mariani protagonista di almeno un paio di errori gravi nella sua direzione di gara.

L’avvio di partita del Napoli è pimpante, ma perde presto d’intensità. Il Crotone si arrocca a ridosso della propria area di rigore e toglie spazi vitali agli attacchi azzurri, che risultano più confusionari che pericolosi. Serve una giocata individuale per cambiare volto all’incontro: Insigne si guadagna e trasforma un rigore abbastanza generoso costringendo Sampirisi alla trattenuta in area di rigore.

Neanche dopo aver sbloccato il punteggio il Napoli riesce a salire di giri. La superiorità sul Crotone – nonostante un paio di contropiedi pericolosi, con Rog che rischia anche l’espulsione per fermare Crisetig – è evidente e schiacciante, ma il raddoppio arriva soltanto grazie ad un nuovo rigore: stavolta non sembra nemmeno esserci contatto tra Dussenne e Hamsik.

Mertens non sbaglia dal dischetto e dopo pochi minuti arriva anche la rete del definitivo 3-0, siglata ancora da Insigne. Il resto dell’incontro è pura accademia, con buona parte dello stadio già concentrata sui prossimi impegni al San Paolo: la doppia sfida con la Juventus.

 


PESCARA-UDINESE 1-3: Zemanlandia è già svanita

Il Pescara perde 3-1 in casa contro l’Udinese e vede diminuire le già residue speranze di salvezza. L’effetto Zeman sembra già svanito.

E’ già svanito l’effetto Zeman per il Pescara, che contro l’Udinese incassa la terza sconfitta consecutiva e ripone con probabilmente nel cassetto le già minime speranze di salvezza.

Gli inizio di partita degli abruzzesi è incoraggiante, ma poi arriva il goal di Zapata – il secondo consecutivo dopo quello alla Juventus – e l’unica vera reazione del Pescara sta nella rete giustamente annullata a Cerri per fuorigioco.

Nella ripresa l’Udinese archivia la pratica grazie a uno straripante Jankto, che segna e fa segnare. Del Neri conquista così la seconda vittoria sulla panchina dei bianconeri dopo quella contro il Milan, dando seguito al bel pareggio contro la Juventus.

Il Pescara non approfitta, invece, della sconfitta dell’Empoli a Verona contro il Chievo e rimane a -10 dalla salvezza.

 


SASSUOLO-BOLOGNA 0-1: Destro guida i felsinei verso la salvezza

Il Bologna compie un altro passo verso la salvezza matematica e raggiunge a quota 31 punti proprio il Sassuolo. Di Destro il goal decisivo dell’1-0.

Passo importante verso la salvezza per il Bologna che, violando il campo del Sassuolo, vola a quota 31 punti, proprio in compagnia della compagine emiliana. La rete di Destro che consente ai falsinei di tornare al successo dopo 7 gare, non pregiudica oltremodo la situazione del ‘Sasol’. Di Francesco schiera a sorpresa Aquilani nel ruolo di playmaker e preferisce Politano a Ragusa, mentre Donadoni recupera Helander in difesa e lancia dall’inizio Di Francesco Junior in luogo di Krejci.

Che non stiano attraversando un gran momento di forma, Sassuolo e Bologna ne danno prova anche quest’oggi al ‘Mapei Stadium’. Attacchi inconsistenti per lunghi tratti e spettacolo che irrimediabilmente ne risente. Mancanza di obiettivi o paura di perdere, sta di fatto che ne viene fuori una gara prevedibile e per lunghi tratti anche noiosa con i portieri che non vengono mai chiamati in causa.

A fare la differenza, alla fine, è la maggior necessità di punti del Bologna, che spinge Dzemaili ad un’iniziativa che consente a Destro di realizzare in totale tranquillità il goal del vantaggio. La reazione del ‘Sasol’ è piuttosto timida, come se il discorso salvezza non lo riguardasse più di tanto. Gusto nel finale da registare la fiammata di Acerbi, ma Mirante tiene abbassata la saracinesca.

 


GENOA-SAMPDORIA 0-1: Muriel infligge il primo ko a Mandorlini

La Sampdoria si aggiudica anche il derby di ritorno contro il Genoa: l’1-0 è firmato dal solito Muriel. Prima sconfitta rossoblù per Mandorlini.

Il Genoa si deve rassegnare: la Sampdoria fa suo anche il derby di ritorno. Questa volta basta una fiammata di Muriel per far illuminare la Lanterna dalla parte blucerchiata della città. I doriani si portano ad un passo dall’ottavo posto, a ridosso della Fiorentina. il ‘Grifone’ gode ancora di un ampio margine di vantaggio sulle ultime della classe.

Per l’occasione Mandorlini mischia un po’ le carte. L’eroe delle ultime giornate Ntcham ha finalmente l’opportunità di far valere le proprie qualità dall’inizio, ma la novità più importante riguarda l’inserimento di Cofie in luogo di Cataldi. Anche Giampaolo presenta qualche novità, con il ben più contenitivo Linetty che viene preferito allo spregiudicato Praet. Inalterato il tandem Muriel-Quagliarella.

Le due tifoserie regalano una cornice da brividi, con coreografie che solo un derby può regalare. Oggi l’imperativo è non perdere. L’atteggiamento delle squadre, in questo senso, rivela sin da subito le intenzioni di Mandorlini e Giampaolo di proteggere il risultato. In campo la tensione si sente ed i cartellini non tardano ad arrivare. Quagliarella dimostra il ritrovato stato di forma, Simeone conferma di vivere un momento tutt’altro che florido. L’unica grande occasione capita a Pinilla, con Viviano che dimostra ottimi riflessi.

Nella ripresa la musica non cambia, anche se la Sampdoria dà l’impressione di poterla vincere. Giampaolo lo capisce ed inserisce il talismano Schick. Mossa che, a modo suo, si rivela azzeccata. L’ingresso dell’attaccante ceco manda in confusione la difesa genoana, ma ci vuole il clamoroso errore di Ntcham per consentire a Muriel di realizzare l’1-0. Rete che cambia l’equilibrio nel risultato ma non in campo. Per Mandorlini la prima sconfitta sulla panchina del Genoa arriva nell’impegno più importante.

 


JUVENTUS-MILAN 2-1: Dybala e polemiche, Madama passa al 97′

La Juventus batte il Milan all’ultimo respiro grazie ad un discusso calcio di rigore trasformato da Dybala. Nel primo tempo a segno Benatia e Bacca.

Dybala riscatta la prova di Doha. E lo fa su rigore battendo l’immenso Donnarumma . La Juventus , negli attimi finali, trova il guizzo vincente e porta a 31 le vittorie casalinghe di fila in campionato. Innumerevoli le occasioni create, Milan come sempre quadrato e propositivo in contropiede.

Bianconeri in formato 4-2-3-1 ma con interpreti, rispetto all’assetto base, diversi. Ko poco prima del fischio d’inizio per Mandzukic, fermato da una colica intestinale. In porta Buffon; Barzagli, Bonucci, Benatia e Asamoah nel pacchetto arretrato; Khedira e Pjanic a centrocampo; Dani Alves, Dybala e Pjaca a supportare l’operato di Higuain. I rossoneri, invece, preferiscono non rischiare Suso. Montella s’affida al consueto 4-3-3 composto da Donnarumma tra i pali; Zapata, Paletta, Romagnoli e De Sciglio; Pasalic, Sosa, Bertolacci nella linea metodista; Deulofeu e Ocampos alle spalle di Bacca.

In avvio parata sontuosa di Donnarumma su Pjaca, subito nell’occhio del ciclone il direttore di gara, Massa, alle prese con un contatto dubbio nell’area rossonera tra Zapata e Dybala. Diverse chance per i bianconeri, manovra fluida e avvolgente, ospiti in netta difficoltà. Da sottolineare l’impatto di Pjaca, seguito in estate anche dal Milan, personalità e tecnica in scena allo ‘Stadium’. La pressione dei padroni di casa sfocia nell’apertura delle marcature con Benatia, meneghini a pareggiarla con un contropiede perfetto ben finalizzato da Bacca.

Partita in bilico, ritmo intenso, Madama ad imporre la sua identità anche nella ripresa. Legno per i penta-campioni con Pjanic – deviazione sulla traversa di Donnarumma – I ragazzi di Montella soffrono in difesa ma in avanti propongono una buona gamba. Il portiere rossonero si supera in più occasioni, rosso allo scadere per Sosa, rigore di Dybala e Madama la porta casa al fotofinish.

 


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