Éver, prima di tutto ci tocca chiederti del coronavirus: come si sta vivendo l’emergenza in Andalusia? Giocare contro una squadra italiana vi preoccupa? “La stiamo vivendo con normalità. A Siviglia la situazione non arriva agli estremi del Nord Italia. Ci lasciamo guidare dalle raccomandazioni del nostro staff medico e, in questo senso, siamo tranquilli”.

Torniamo al campo. Che importanza ha la gara con la Roma nella stagione del Siviglia? “Molta, senza dubbio, molta… Per questo club, l’Europa League è sempre una responsabilità extra, siamo i Re della competizione e i nostri tifosi ci chiedono di puntare sempre al massimo. Personalmente, inoltre, sto vivendo la mia ultima stagione in questo club e mi piacerebbe tornare a competere per il titolo fino alla finale. Quindi sì, è una gara fondamentale”.

Vivete un momento favorevole e l’Europa League sembra l’habitat naturale del vostro club. Vi sentite favoriti? “Il Siviglia, in Europa League, ha fatto cose incredibili. Ricordo che, una volta, si riuscì a qualificare con un gol di Palop in pieno recupero, che portò ai tempi supplementari… O quello di Mbia, nel Mestalla, al 93esimo, che portò alla finale di Torino… O la rimonta contro il Liverpool a Basilea, dopo aver chiuso il primo tempo sotto di un gol. Se c’è una squadra che può conseguire l’impossibile in questo torneo, è il Siviglia. Detto questo, però, non credo che siamo favoriti… La Roma ha una grandissima squadra, un fatturato di gran lunga più consistente del nostro… Ce la giocheremo al 50%, saranno i dettagli a fare la differenza”.

FONTE: calciomercato.it

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