Spal-Roma, un altro ko: il male è ancora profondo

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Zero punti in due partite contro la Spal. La stagione della Roma potrebbe essere riassunta in questo singolo dato relativo ai due confronti diretti con una squadra che è ancora pienamente invischiata nella lotta retrocessione e probabilmente lo sarà fino all’ultima giornata. Ma ha la voglia di lottare e la grinta necessaria per ribaltare gli episodi negativi che aveva subito nelle ultime giornate.

Al contrario dei giallorossi, che come sempre di fronte alle prime difficoltà si sciolgono. Anche se ancora una volta sulla loro strada si frappone il direttore di gara di turno – nel caso specifico Rocchi, recidivo – a complicare ancora di più le cose. Ma non è un alibi. Non può esserlo. Perché al Mazza la Roma è riuscita a essere peggiore perfino dell’arbitro fiorentino.

E dire che il calendario aveva regalato un turno sulla carta favorevole, con il derby di Milano in programma stasera che avrebbe tolto punti almeno a una delle due squadre avanti in classifica e in lizza per quei posti Champions che oggi paiono sempre più simili a un miraggio, sempre più lontani. Se non nei punti, nello spirito. Invece il turno si è rivelato un boomerang e nemmeno il cambio in panchina, dopo un illusorio (per quanto sofferto) successo con l’Empoli, sembra aver dato la scossa a una squadra che continua a mostrarsi amorfa, indolente, senza idee. Ancora malata.

Una squadra che continua a “regalare” amarezze ai suoi sostenitori, anche a Ferrara numerosissimi e colorati. Millecinquecento tifosi assiepati nel settore ospiti del rinnovato stadio Mazza, ora completamente coperto. Altri sparsi nel resto dell’impianto, dalla zona adiacente la curva ospiti fino alla tribuna. Nel giorno in cui il club ricorda Taccola a mezzo secolo dalla scomparsa con una scritta ricamata sulla manica della maglia, i romanisti fanno altrettanto sugli spalti con uno striscione: «Giuliano Taccola fiamma eterna dei nostri colori». E nemmeno dimenticano Federico Aldrovandi, raffigurato su uno stendardo giallorosso, esattamente come nella curva opposta, dove il suo volto campeggia sui colori di casa. Il sostegno vocale ci sarà però solo a sprazzi: una parte della tifoseria ripone gli striscioni a partita appena iniziata per fatti avvenuti prima della gara. (…)

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