TRIGORIA NEWS Kareem Abdul Jabbar: ‘Davanti a Totti mi tolgo il cappello’

0
5

(SKY) “Penso che ogni volta che un giocatore riesce a dominare nel suo sport, e ad essere decisivo anche con il passare degli anni sia segno di grande preparazione e di amore per il gioco, e Totti deve amare moltissimo il calcio. Ha dato tantissimo al calcio, ha dato tutta la sua vita. Sta facendo un lavoro eccellente. Quindi mi tolgo il cappello. Non l’ho mai visto giocare, ma conosco lo sport e per me è facile dirgli: ‘Congratulazioni e buona fortuna per la tua vita dopo lo sport’“.

(ROMA TV) Che ne pensa di Totti? “Credo che ogni volta che qualcuno riesce a contribuire in uno sport di squadra per più di 20 anni, è un incredibile traguardo. Merita di essere riconosciuto”.

Differenza di epoca tra la sua e quella di Totti? “Non credo che la sfida cambi, non importa l’epoca, è sempre difficile continuare in questo modo. Un giocatore più esperto ha un vantaggio nel capire come vincere e arrivare al successo. Se poi riesce ad associarlo a un robusto programma di allenamento, allora quella persona può stare ai vertici del suo sport quanto vuole. Quando fisicamente sei in grado di farlo puoi effettuare questo tipo di scelte, di esperienze, sul campo, e credo che gli atleti più vecchi in generale abbiano fatto proprio questo aspetto di allenamento e preparazione in modo da essere in grado di fare tutto questo. Ho avuto l’occasione di incontrare Pelé negli anni ’60, quando ero al college. Così la mia associazione con lui ha sviluppato un certo interesse nello sport”.

Tra calcio americano ed europeo ci sono parecchie differenze… “E’ interessante vedere il contrasto di stile tra l’Europa e l’America. Negli States sono le università a fare la parte del leone per quanto riguarda la crescita e lo sviluppo di giovani giocatori in sport professionistici. Invece qui in Europa sono i club in cui giocano, che è totalmente altra cosa. Perciò è interessante imparare come diventano talentuosi, come progrediscono in maniera tale da raggiungere livelli professionistici”.

Che ne pensa di Trigoria? “Penso si possano vedere i progressi che sono stati fatti nella capacità di allenare i giocatori, che è dovuto dal fatto che i club forniscono tutti gli strumenti e gli elementi dello staff necessari ad allenare i loro atleti. E’ un’indicazione che lo sport sta facendo dei passi in avanti ed è sempre sulla cresta dell’onda nel trovare metodi per sviluppare un prodotto migliore”.

Qual è il segreto per costruire un gruppo vincente? “Si può trasformare una situazione difficile ad un percorso vincente quando si hanno giocatori che danno tutto e non si preoccupano del prezzo che comporta il migliorare. I club devono migliorare di continuo per mantenere il proprio dominio ed il proprio successo. Non sarebbero vincenti se coloro che si occupano di scovare i talenti non facessero un buon lavoro, proprio come la squadra deve lavorare duro per fare una bella prestazione. Ogni volta che hai successo l’obiettivo è sulle tue spalle. E se continui ad averlo questo obiettivo diventa sempre più pesante e gli altri provano a batterti. Quindi bisogna essere preparati per restare al vertice e questo richiedi moltissimi sacrifici2.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui