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Il pareggio allo Stamford Bridge ha il sapore di un’impresa. E’ finita 3-3 e la Roma nella ripresa ha addirittura sperato nella vittoria, ma questo pareggio apre la strada alla qualificazione nel girone più difficile della Champions: la Roma è seconda con cinque punti, mentre l’Atletico, fermato dal Qarabag, è rimasto a due. E’ stata una grande partita e le due squadre hanno giocato per vincere per tutti i novantacinque minuti. Di Francesco ha messo in difficoltà Conte con le sue mosse, è andato a giocare nella tana del Chelsea con coraggio, imponendo il gioco sin dai primi minuti. La Roma non ha mai dato la sensazione di poter perdere questa partita, neppure quando si è trovata sotto di due gol. Ha chiuso il primo tempo sul 2-1 per gli inglesi, poi ha avuto addirittura la possibilità di vincere. Il Chelsea e l’Atletico Madrid sembravano fuori della portata della Roma, che oggi invece ha la possibilità di centrare la qualificazione, grazie a una grande prova di maturità sui uno dei campi più difficili della Champions. Dzeko con una doppietta ha trascinato la squadra, ha sfiorato il terzo gol nel finale, oggi sono pochi gli attaccanti del suo valore in Europa.

LA SORPRESA – Di Francesco ha messo in campo una formazione inedita e a sorpresa ha schierato Gerson esterno d’attacco, proprio come dieci mesi fa fece Spalletti nella sfida scudetto contro la Juve. Fuori tutti e tre i romani e anche El Shaarawy, non ancora al meglio. In campo una Roma straniera per undici undicesimi, per la prima volta in questa stagione. Quattro cambi rispetto all’undici iniziale sconfitto dal Napoli. Di Francesco ha preparato la partita per andare a prendere il Chelsea già dentro la propria area. Pressing asfissiante, difesa alta, Conte colto di sorpresa nei primissimi minuti dall’aggressività della Roma. Perotti ha avuto una bella occasione al 5’, il tiro è finito alto di poco. La squadra di Di Francesco ha provato a fare la partita, il Chelsea ha preferito aspettare, ma ha sfruttato al massimo una disattenzione della difesa giallorossa quando, all’11’, David Luiz ha approfittato di un rinvio debole di Juan Jesus per battere Alisson con un tiro a fil di palo. La Roma non si è smarrita, ha continuato a fare la partita, sospinta dalla lucida regia di Gonalons, preferito allo stanco De Rossi. Nainggolan e Perotti hanno avuto due nitide occasioni per pareggiare nel cuore del primo tempo, ma le conclusioni non sono state felici. Così il Chelsea, continuando a giocare di rimessa, ha raddoppiato al 37’ con Hazard, favorito da un tiro di Morata deviato da Fazio. Anche in questo caso l’azione era cominciata da un errore, quello di Bruno Peres, che ha perso palla e ha avviato l’azione del Chelsea. La Roma ha continuato a sviluppare gioco e tre minuti dopo ha ridotto le distanze, con una percussione di Kolarov, che ha superato due avversari e il cui tiro è stato “sporcato” da Christensen. Partita riaperta quando c’era ancora tutto un tempo da giocare.

RE EDIN – E’ piaciuto l’atteggiamento della Roma, che rispetto a sabato scorso contro il Napoli non è stata timorosa contro un avversario del calibro del Chelsea. Il possesso palla giallorosso nei primi quarantacinque minuti è stato impressionante: 65 per cento. La Roma è tornata in campo nella ripresa con ancora maggiore determinazione. Ha costretto il Chelsea ad arretrare ulteriormente il baricentro. Se non è stato un assedio ci è mancato poco e Conte ha provato a correggere qualcosa. Con l’ingresso di Pedro è passato al 3-4-3, nel tentativo di togliere l’iniziativa alla Roma. Ma nel giro di tre minuti con una doppietta straordinaria Dzeko ha messo in ginocchio i Blues ribaltando il risultato. Prima con un tiro al volo di sinistro su lancio di Fazio (che ha ricordato un’azione simile nell’anno dello scudetto con lancio di Samuel per Batistuta) e poi con il colpo di testa su punizione di Kolarov. Poco dopo però è stato Hazard a fissare il risultato sul 3-3. Ma l’arbitro ha fischiato la fine con la Roma ancora in attacco.

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